Portoferraio, l’opinione del Pei sul prossimo referendum in programma domani

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Dal Partito Euromediterraneo per l’Italia (Pei) riceviamo e pubblichiamo:

Nella riunione  di Sabato 13  Aprile, la Segreteria e il Direttivo del Pei hanno unanimemente stabilito  l’assoluta contrarietà al Comune Unico, visto come una inutile ed ulteriore complicazione burocratica  sulla strada della risoluzione dei veri problemi che assillano il nostro territorio.

D’altronde l’incapacità di amministrare la terza delle 600 isole d’Italia da parte degli attuali Amministratori (così come i precedenti) è sotto gli occhi di tutti; come potrebbero far funzionare una “macchina” ancora più complicata (ricordiamoci anche le previste “10 Municipalità”) se non sanno guidare neanche i loro attuali “motorini”.

Sarebbero discorsi su discorsi; liti su liti; rimandi su rimandi.

E alla fine dei soliti e “troppi” discorsi chi si scotterebbe ancora sarebbero ancora una volta i cittadini, i giovani , le imprese, perché il Comune Unico non sarebbe altro che l’ennesimo “scatolone vuoto” , pieno solo di parole, che non può portare che ulteriori problemi procedurali, incomprensione, ritardi e blocchi più o meno voluti.

Pensate che il Comune Unico risolva i nostri problemi??

Pensate soltanto, e solo per esempio, alla indispensabile  redazione di un  nuovo “Piano Strutturale” generale seguito da un nuovo “Regolamento Urbanistico”…….!!!

Urbanistica bloccata ancora per anni e anni.

Non c’è tempo per perdersi ancora  in aspetti che non siano quelli del lavoro e dello sviluppo e ridare “appetibilità” al nostro territorio, rimasto ormai 30 anni indietro e fuori mercato rispetto alla maggior parte dei luoghi turistici “che contano”.

Occorrono infrastrutture ed idee progettuali!! . In questo dobbiamo spremerci le meningi ed “occupare” e non perdere il nostro tempo.

Il discorso è sempre lo stesso, purtroppo: dovete vergognarvi e ….. dimettervi!

Lasciate che questo territorio sia “libero di rinascere”!!

Pertanto, il “caloroso invito“ che facciamo noi del P.E.I è quello di non andare assolutamente a votare!; non dobbiamo raggiungere il quorum! , per dimostrare, a chi vuole bloccare ancora l’Elba, che i problemi da affrontare sono ben altri.

Infatti da nessuna altra parte del territorio italiano è passata una “boiata demenziale” come questa.

Non si deve assolutamente cadere nelle azioni manipolatorie (e per questo offensive) di soggetti provenienti da una sottocultura incapace  che vogliono soltanto, con bocconi avvelenati, bloccare ulteriormente processi di sviluppo ormai improcrastinabili e che rappresenteranno inevitabilmente la tomba delle loro ideologie malate e vagabonde.

La raccomandazione, dunque, è quella di non credere agli “sciacalli di turno” e dei loro servetti (talvolta magari anche inconsapevoli della trappola).

L’azione politica e organizzativa deve essere quella di sconfiggere la tendenza a perseguire “revival rocamboleschi” che di fatto hanno praticamente “distrutto” le potenzialità del nostro territorio con continui divieti, rimandi, e “carrozzoni” il cui costo, diretto e indiretto, è sempre ricaduto sulle nostre spalle.

“Padroni a Casa Nostra”!!

Il nostro territorio è cresciuto con il “Lavoro Vero” e non con i discorsi!

Dopo la seconda guerra mondiale i nostri padri si sono rimboccati le maniche.

Siamo orgogliosi dei nostri padri e del nostro territorio; scacciamo gli sciacalli di turno.

Formiamo una “forte aggregazione di popolo” per respingerli; non dobbiamo essere timorosi provinciali.

Come elbani, orgogliosi di esserlo, dobbiamo “ aprirci al futuro” con la forza dei nostri Padri e Madri, con la nostra cultura, seguendo il nostro cervello, e non quello degli altri, e senza paura.

Non dobbiamo continuare ad essere camerieri o, peggio ancora, servi di nessuno.

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