Si chiude, con un crescente numero di visitatori e la costante attenzione dei media

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Matera – Nonostante la crisi e l’interruzione delle “Grandi Mostre nei Sassi” legate, dopo trent’anni, ad amicizie consolidate che includevano nei viaggi annuali il ritorno a Matera, si conferma per il 2013 il progressivo aumento del numero di presenze al MUSMA. Sono stati 8600 i visitatori del Museo di Scultura Contemporanea a riprova della necessità di guardare alla cultura come motore della ripresa dell’economia e in generale del nostro Paese. Emblematico il caso dei mesi di aprile e maggio in cui si è registrato un cospicuo incremento di visitatori (2117 a fronte dei 1686 dell’anno precedente), in concomitanza con le mostre dedicate a Carla Accardi e al cinquantenario della nascita del “Gruppo 63”, quest’ultima arricchita da una selezione di fotografie di Agnese De Donato che ricostruiva in toto il clima dei primi anni Sessanta. La mostra del “Gruppo 63”, rimasta l’unica organizzata da un Museo italiano, a tutt’oggi continua ad alimentare curiosità e richieste di informazioni. Ad un centenario, del tutto dimenticato da altre istituzioni, era stata dedicata invece a gennaio la mostra che ha analizzato la rivista futurista “Lacerba” e i suoi collaboratori, primo fra tutti Boccioni. È del 18 maggio inoltre l’adesione del MUSMA alla “Notte europea dei musei” che ha dato inizio alla collaborazione con gli studenti della scuola di musica elettronica del Conservatorio “E.R. Duni” di Matera e con il maestro Fabrizio Festa. Una maggiore percentuale di turisti stranieri (tedeschi, francesi, americani) si è avuta nei mesi di giugno e luglio. Nei mesi estivi si è registrato un vero e proprio picco di visitatori che hanno espresso vivo interessamento per le due mostre programmate da giugno a settembre, dedicate rispettivamente a Carlo Mattioli e a Giuseppe Uncini. Numerosi e attenti anche gli spettatori della IV edizione della Rassegna “Dal segno al suono dal suono al segno” che ha visto quest’anno protagonisti il giovane Rodja e, da Berlino, il duo Dadub. A riprova dell’attenzione con cui viene guardato il Museo, a giugno il MUSMA è stato invitato, per il secondo anno consecutivo, al master in Museologia, museografia e gestione dei beni culturali organizzato dall’Università Cattolica di Milano. Il trend positivo di presenze è proseguito nel mese di settembre anche grazie all’evento “Il MUSMA per Materadio”, in occasione del quale è stato esposto, dopo mezzo secolo, un volume d’eccezione, “Il taccuino del vecchio” di Giuseppe Ungaretti, illustrato da Fautrier, e si è aperto alle giovanissime generazioni con lo svolgimento di un laboratorio per la scuola primaria nella piazza centrale della città. 396 bambini hanno preso parte all’iniziativa disegnando sul pavimento, con i gessetti colorati, le sculture da loro immaginate. A ottobre la IX edizione della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI, l’associazione dei musei di Arte Contemporanea di cui il MUSMA fa parte, ha riscosso un notevole successo: l’inaugurazione, nell’anniversario della morte, della mostra dedicata a Jean Cocteau e ai suoi rapporti con Picasso e con l’Italia, l’incontro con Nunzio, la proiezione di “The artist is present” di Marina Abramović e la performance degli allievi del Conservatorio “E.R. Duni” hanno entusiasmato gli spettatori provenienti da diverse regioni limitrofe oltre che da Roma, Bologna e Milano. La stagione autunnale è proseguita nell’andamento in crescita del 2013. Affluenza in aumento anche durante le festività, sia quelle pasquali, in cui il museo ha ospitato rispettivamente la “Via crucis” di Graziano Pompili, sia quelle natalizie con l’esposizione del presepe di Lucio Del Pezzo accompagnato da una selezione di opere datate 1958-2012, del presepe di Maria Lai e degli alberi di Natale realizzati per il MUSMA da artisti di diverse generazioni. Dicembre è stato caratterizzato, inoltre, da una nuova collaborazione con il Conservatorio “E.R. Duni” di Matera: i giovani allievi si sono esibiti in “Varcomaldo”, confrontandosi con Italo Calvino. Per la prima volta, poi, per stabilire un profondo e necessario legame con la realtà museale italiana, mostre del MUSMA sono state allestite in concomitanza e in collaborazione con il MART di Rovereto (“Omaggio a Bruno Conte”), Musei Civici di Macerata (“Nino Ricci. Disegni, bozzetti e acquetinte per L’acqua domestica”), Castel Lagopesole (“Matera, Azuma e Castel Lagopesole”), AMACI (“Sergio Breviario e Chiara Camoni”). A naturale e fondamentale integrazione della stagione espositiva si sono succeduti i laboratori didattici legati alle mostre in corso e a particolari ricorrenze. È di quest’anno la partecipazione del MUSMA alla I Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo. Inoltre, come ulteriore testimonianza degli inscindibili legami tra i diversi linguaggi della contemporaneità, il museo ha ospitato, nel corso dell’anno, diverse presentazioni di libri (“Il guscio della chiocciola – Studi su Leonardo Sinisgalli”, “Uno si distrae al bivio. La crudele scalmana di Rocco Scotellaro” di Giuseppe Palumbo, “La ragazza con il violino” di Giulia Mafai), oltre al ricordo di Ellen Russotto, storica dell’arte amica e studiosa degli artisti della Scuola di New York. Il 2013 fa registrare un notevole ampliamento delle opere in collezione (ultima, in ordine di tempo, la donazione di 100 disegni di Antonietta Raphaël) che colma alcuni vuoti (Colla, Mattioli, Calder, Duchamp, Novelli) e amplia lo spettro delle ricerche espressive, dalla fine dell’Ottocento a oggi, presenti nel MUSMA (Boetti, Capitano, De Ruvo).Nonostante una stagione così ricca, colma di apprezzamenti ed entusiasmo che hanno riempito non solo la stampa ma anche il web in tutte le sue sfaccettature e il registro dei visitatori, il programma 2013/2014, pubblicato sul sito del Museo nel settembre scorso e ampiamente divulgato in Italia e all’estero, dopo le mostre dedicate ad Achille Perilli e a Lucio Del Pezzo, subisce una improvvisa e inaspettata battuta d’arresto a causa dell’assenza dei pochi fondi necessari. La notizia, dopo la scomparsa delle “Grandi mostre nei Sassi”, è tanto più grave in una città che è stata recentemente selezionata tra le sei candidate a capitale europea della cultura 2019 e per un Museo che, nato nel 2006, si è subito imposto come uno dei più attivi presidi culturali italiani. Quando si riuscirà ad affermare l’idea dell’importanza della cultura come mezzo trainante per costruire un’Italia e un Sud diversi in cui la ripresa economica sia legata alle troppo spesso trascurate energie dei nostri artisti?

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