Un progetto contro l’insabbiamento del Canale degli Stombi per rilanciare i laghi di Sibari

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Dai programmi alle realizzazioni concrete. È quanto intende ottenere il Presidente della Provincia Mario Occhiuto in merito all’intervento di adeguamento infrastrutturale del porto turistico dei “Laghi di Sibari”, per rilanciare una tra le più belle strutture turistiche del mar Jonio e per restituirle la piena efficienza.
La Provincia di Cosenza, infatti, da tempo impegnata nella risoluzione dell’annosa problematica dell’insabbiamento dell’imboccatura del canale degli Stombi, che, com’è noto, consente l’accesso ad uno dei più importanti complessi turistici del Mezzogiorno, i “Laghi di Sibari”, ha elaborato un intervento progettuale finalizzato alla risoluzione della problematica dell’insabbiamento del canale degli Stombi, articolato, sostanzialmente, in due misure operative: la prima consiste nella costruzione di due moli convergenti in scogli su base di pietrame, la seconda nel dragaggio delle sabbie in accumulo nel tratto a sud del molo sopraflutto, con versamento a ripascimento del tratto a nord.
L’intervento proposto è di particolare rilevanza essendo ormai sistematica la necessità di intervenire con lavori di manutenzione, i quali, considerato lo stato dei luoghi (il molo sopraflutto è saturo di sedimenti), si rendono necessari dopo ogni mareggiata. Ovviamente tutto ciò limita fortemente il transito dei natanti ormeggiati nei “Laghi di Sibari” e provoca, a più riprese, le proteste dei diportisti, alcuni dei quali, esasperati da questa sorta di prigionia naturale, hanno portato via le loro imbarcazioni. È da sottolineare che la Provincia di Cosenza, in ossequio alle competenze trasferite dalla Regione Calabria con la legge regionale n°34/02, inerenti alla difesa delle coste ed al dissabbiamento dei porti, si è interessata in maniera concreta sia delle problematiche afferenti all’imboccatura dello Stombi che di quelle relative all’erosione costiera, prevedendo, negli anni, interventi finalizzati all’estrazione delle sabbie in accumulo con riutilizzo delle stesse, previa caratterizzazione, a ripascimento di spiagge erose, impegnando consistenti risorse umane e finanziarie.