Sposato, presidente d’Ipasvi Cosenza: Lettera aperta a tutte le infermiere cosentine

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Leggo con curiosità una delle tante poesie dedicate alle infermiere e ne resto affascinato per la descrizione che ne viene fatta e la delicatezza delle parole. Oggi è la festa della donna e l’augurio va a tutte le donne, a quelle che lavorano ed a quelle che sono in attesa di un posto di lavoro dopo anni di sacrifici e di studio. Lasciatemi però fare un augurio particolare alle infermiere, alle “nostre” donne scusandoci se per un attimo le consideriamo tali, ma ne siamo orgogliosi. La storia dell’assistenza infermieristica moderna, intesa dal XIX secolo ai giorni odierni, è da considerarsi un processo in ascesa, culminato dai progressi della tecnologia, della cultura generale, del sapere scientifico e del progresso intellettuale in ambito sanitario e determinante fu l’opera di Florence Nightingale, che contribuì a creare nuovi livelli di assistenza. Come si evince da secoli le donne in infermieristica rappresentano la vera forza e se dovessimo descrivere l’infermiera moderna dovremmo parlare di un essere straordinario. Che ha capacità relazionali uniche, che in punta di piedi si affaccia nella vita e nell’anima di chi chiede aiuto, che riesce a conciliare il lavoro con la famiglia e gli affetti senza rinunciare alla vita sociale, che riesce ad offrire un sorriso anche quando dentro è lacerata da problemi importanti, che riesce a tenere a distanza gli audaci con un semplice sorriso, che riesce ad essere donna in tutto e che riesce ad essere madre, sorella moglie, amica, confidente e, soprattutto, professionista seria e decisa. Queste sono le “nostre” donne, queste sono le infermiere capisaldi di un mondo difficile e controverso come quello dell’assistenza sanitaria. Queste sono le donne che meritano tutto il rispetto dell’universo maschile magari racchiuso in un semplice ramoscello di mimosa che è l’emblema della festa stessa ma che vuole essere un omaggio alle tante, troppe donne che alla professione infermieristica hanno dedicato gran parte della loro vita ed a volte la vita stessa. Ed allora in piedi uomini al passaggio di cotanta forza e professionalità. Parte dal riconoscere il valore degli altri la vera rivoluzione culturale. In questo mondo avaro di affetti, di umanità, di passione, di principi e di coerenza le “nostre” donne sono l’orgoglio di chi oggi rappresenta la categoria. Pertanto auguri alle “nostre” donne, a tutte le infermiere ed è bellissimo ciò che dice la scrittrice Oriana Fallaci a proposito delle donne:”..essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida, che non finisce mai…”