Italia Nostra, alcune considerazioni a proposito del costo del biglietto per visitare il castello del Volterraio

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La nostra Associazione segue con interesse la Rocca del Volterraio e i grandi interventi del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Il ruolo crescente delle iniziative dell’Ente Parco in tutto l’Arcipelago Toscano sta in effetti ricomponendo la mappatura anche del nostro patrimonio culturale.
Il Volterraio è una delle icone della nostra storia, inteso nella piena accezione della Convenzione di Faro, che estende il concetto di patrimonio culturale anche a “tutti gli aspetti dell’ambiente che sono il risultato dell’interazione nel corso del tempo tra le popolazioni e i luoghi”. Con la sua rocca e il monte ha assunto nel corso della sua esistenza, e maturato nei giorni moderni, un valore particolare per gli elbani, come per esempio un altro bene vicino, la Villa romana delle Grotte.
L’introduzione di un biglietto di 20 euro, se da una parte appare giustificato dagli alti costi di gestione per un servizio completo di navetta bus e di guida qualificata, sembra non tenere in considerazione la differenza tra i visitatori occasionali, principalmente turisti, e la popolazione locale. Si può stimare che gli elbani visiteranno il sito ripetutamente, e non una sola volta, da soli, o per accompagnare familiari, amici e conoscenti in visita.
Antichi sentieri e dimenticate vie militari, che il Parco si appresta a riaprire, anche avvalendosi della collaborazione della Fase II del progetto “Il Cammino della Rada” e del CAI, potrebbero offrire una via di accesso alternativa al tragitto proposto, influendo positivamente in una riduzione dei costi. Si può sperare che il prezzo indicato si riferisca alla sola prima fase di riapertura. Infatti la consuetudine antica di una passeggiata al Volterraio trova conferma in ricordi e testimonianze di vecchie usanze partendo, naturalmente a piedi, con tanto di vettovaglie, dalle limitrofe località di Magazzini o Rio nell’Elba.
Residenti e studenti dovrebbero essere gli interlocutori privilegiati da cui partire per il rilancio di un bene che, da solo, riesce a catturare profondamente l’attenzione di tutti. Il suo restauro, e così la sua frequentazione, assumono allora valore propedeutico per la nostra memoria, per la consapevolezza della nostra cultura, per la percezione del valore del paesaggio circostante: con il Parco, e grazie al Parco, diventano la sintesi del nostro patrimonio, dei beni culturali e paesaggistici.