Lettera in redazione dei ristoratori di Porto Azzurro

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Da troppi giorni ormai assistiamo ad una sorta di pubblico dibattito creato da voci, sempre riportate e che si auto-alimentano giocando al rialzo fino ad arrivare alla fantasiosa rappresentazione che nello stesso immobile della parrocchia sia stata organizzata una rilevante, quanto illegale attività commerciale ricettiva; un pubblico dibattito, che come spesso accade nel nostro paese, si sta trasformando in una specie di processo sommario dove in tanti partecipano senza conoscenza dei fatti contribuendo spesso creare delle false ed inverosimili verità.
A questo punto ci sembra veramente opportuno e doveroso rendere pubblica ai lettori ma soprattutto alla comunità di Porto Azzurro la nostra diretta testimonianza, al solo scopo di limitare l’ulteriore diffondersi di queste ingiuste ed esagerate accuse che circolano contro la parrocchia ed il suo parroco.
Per quanto ci riguarda il nostro rapporto con la Parrocchia è semplicemente consistito nella richiesta di accoglienza ed ospitalità per alcuni ns. collaboratori dipendenti, spesso giovanissimi, che lavorano onestamente cercando di guadagnarsi qualche soldo da riportare a casa.
E’ fin troppo ovvio sottolineare che per tanto tempo ognuno di noi ha cercato invano una soluzione simile sul territorio senza però riuscire a trovare ospitalità a condizioni sostenibili per questi ragazzi; da qui la richiesta alla Parrocchia, che nell’occasione ci sentiamo di ringraziare per la sensibilità dimostrata.
L’unica richiesta-raccomandazione del Parroco è stata quella di essere rispettosi dei locali, richiamando la nostra attenzione allo spirito cristiano che contraddistingue la struttura; lo stesso Don Jareck ha inoltre subito chiarito che l’ospitalità sarebbe stata limitata al periodo estivo in quanto, nei progetti della Parrocchia, lo stabile aveva principalmente la funzione sociale finalizzata ad attività didattiche-ricreative a favore della comunità di Porto Azzurro.
Da parte nostra, oltre ad accettare e condividere le varie richieste comportamentali ed organizzative avanzateci, si è evidenziata la semplice volontà di contribuire a favore della Parrocchia, mediante donazioni, alle spese di gestione dello stabile ritenendo tutto ciò giusto e doveroso.
Con queste nostre righe non abbiamo certo intenzione di avventurarci in considerazioni di valenza giuridica, in primo luogo perché non ci competono ed in secondo luogo perché non ne saremmo capaci; vogliamo semplicemente portare un nostro contributo di verità in merito a questa vicenda, sperando che questo possa contribuire a ridimensionare quel flusso di veleno che in molti sputano contro la Parrocchia anche se potremmo sospettare che tanta violenza e cattiveria non può nascere dall’accoglienza di alcuni giovani lavoratori stagionali.

Tanto era dovuto, i ristoratori.