Assemblea Nazionale Ue.Coop calabresi

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C’è ed è vitale la buona e sana cooperazione. E’ subito in sintonia e interpreta con immediatezza filoni di sviluppo, emergenze sociali creando oasi di occupazione che fanno bene al paese. Un quadro incoraggiante quello che è uscito dall’Assemblea elettiva Nazionale Ue.Coop l’ Unione Europea delle Cooperative promossa dalla Coldiretti che si è svolta a Roma a Palazzo Rospigliosi, e che ha eletto Gherardo Colombo, ex giudice della Corte di Cassazione, storico componente del pool di mani pulite, nuovo presidente nazionale dell’Unione europea delle cooperative. Nel suo primo indirizzo di saluto Colombo ha dichiarato di voler garantire i valori che contraddistinguono un modello di vera cooperazione in grado di dare un contributo reale alla soluzione dei problemi del Paese: dal lavoro ai migranti, dallo sviluppo economico al welfare”. Per questo – ha precisato – “denunceremo e contrasteremo con forza la strumentalizzazione della cooperazione come sistema per risparmiare abusivamente sul costo del lavoro e sulla qualità dei servizi o come modo per trasformare in un business delle migrazioni il contributo essenziale che la cooperazione può dare all’accoglienza e all’integrazione”. Al centro dell’attenzione dell’Assemblea “Un’altra cooperazione” anche due cooperative della Calabria. Fare bene – spiega Ue.Coop – significa sviluppare l’economia senza perdere il valore sociale della vera cooperazione, come a Camini, piccolo comune in provincia di Reggio Calabria, con poco più di 250 abitanti, quasi tutti anziani dove la cooperativa Eurocoop con i migranti fa rinascere un il comune semi spopolato e fa rivivere il paese, insegnando ai migranti mestieri come muratore, falegname, fabbro e inserendoli nella comunità. Ma la cooperazione che fa bene all’Italia – spiega Ue.Coop – riguarda anche il recupero degli sprechi come la coop sociale “Felici da matti” attiva nei territori della Locride, nel Crotonese e nella Piana di Gioia Tauro, dove raccoglie indumenti usati da trasformare in salviette di cotone per la pulizia di macchinari industriali in cantieri navali, industrie grafiche, tipografie, autofficine o fabbriche di marmi, ma, coinvolgendo i migranti, si occupa anche della raccolta di olio esausto vegetale che unito al Bergamotto grazie a un’antica ricetta crea un sapone naturale, il “Bergolio”. Dall’indagine presentata in collaborazione tra Ue.Coop/Ixe’ è emerso che otto italiani su 10 (79%) chiedono di far lavorare gratuitamente in attività di pubblica utilità gli immigrati in cambio dell’accoglienza, anche se per un periodo limitato e con l’obbligo di apprendere l’italiano durante il periodo di soggiorno. Il fattore determinate nello scatenare l’ostilità degli italiani nei confronti degli immigrati è proprio il fatto di essere assistiti senza lavorare che – sottolinea Ue.Coop – infastidisce ben il 30% dei cittadini prima della paura per la delinquenza (29%), mentre non si riscontrano discriminazioni razziali con solo il 4% che dice di essere preoccupato perché sono diversi e ben il 26% che non si ritiene per nulla disturbato dalla loro presenza. Il lavoro è la leva principale dell’integrazione con molteplici attività di pubblica utilità ritenute necessarie per compensare l’aiuto ricevuto con il vitto e alloggio nell’accoglienza. Nell’ordine, a giudizio degli italiani, potrebbe essere utile impiegare il lavoro degli immigrati accolti nella cura del verde pubblico (57%), la pulizia delle strade (54%), l’agricoltura (36%), la tutela del patrimonio pubblico (30%), la cura degli anziani (23%).
27.06.2018 Ufficio Comunicazione Ue.Coop Calabria