Fervicredo lunedì nelle scuole di Mestre

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L’associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere) ha organizzato per lunedì, 3 dicembre, un importante iniziativa per la legalità che si terrà in due Istituti superiori di Mestre, con la presenza del procuratore aggiunto di Cosenza, Marisa Manzini (nella foto).
“Il potere delle parole contro la ‘ndrangheta” è il tema degli incontri previsti uno a partire dalle ore 8.15 presso l’Istituto “G. Bruno”, e l’altro a partire dalle ore 11.15 presso l’Istituto “R. Franchetti”. Prendendo spunto dal testo “Fai silenzio ca parrasti assai”, scritto dal magistrato Manzini, i dibattiti verteranno sull’importanza della consapevolezza e della formazione nella lotta alla criminalità organizzata ai fini della crescita di una forte identità civile.
I due incontri saranno introdotti dai saluti di Roberto Gaudio, Dirigente scolastico dell’Istituto “G. Bruno – R. Franchetti”, Antonio Serraino, Segretario Generale provinciale Fsp Polizia Venezia – altro partner dell’iniziativa -, e delle Autorità metropolitane presenti. Seguiranno gli interventi del presidente di Fervicredo, Mirko Schio, e del procuratore Marisa Manzini, che proprio alla onlus ha scelto di destinare tutti i proventi del proprio libro.
“Abbiamo voluto fortemente realizzare questa iniziativa – dice Schio -, trovando l’appoggio e la condivisione di un Dirigente scolastico di grande sensibilità quale Roberto Gaudio, perché siamo convinti che il primo impegno per la legalità debba passare per il dialogo con i giovani, veri depositari delle sorti e del futuro della nostra società.
Anche una realtà come quella del Veneto, che in passato ha conosciuto forme di violenza e delinquenza che hanno lasciato sul campo moltissime Vittime del Dovere, non è esente da fenomeni di criminalità organizzata che, oggi, minacciano la vita pacifica e democratica del territorio. E la testimonianza di un magistrato come la dottoressa Manzini, che da sempre dedica la propria vita alla lotta alla ‘ndrangheta, sarà certamente uno sprone perché gli studenti possano riflettere su quanto il loro contributo e le loro scelte di impegno civile e di correttezza nell’operato di ogni giorno siano determinanti perché la società in cui vivono sia come la vogliono, senza dover subire gli odiosi condizionamenti della criminalità che non appartiene a zone circoscritte d’Italia, ma influenza ormai la realtà di tuto il territorio nazionale e oltre”.