Elba, servizio di 118 senza medico a bordo. Le reazioni

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«Seguiamo con attenzione e profonda preoccupazione l’evolversi delle vicende riguardanti l’inserimento della ambulanza infermieristica nella area “Capoliveri – Porto Azzurro”, che comporterebbero come sembra, una importante ed intollerabile riduzione della copertura sanitaria con medico nel territorio che spazia da Capoliveri a Cavo». È quanto sostiene lo Snami (sindacato nazionale medici italiani), che interviene con una nota inviata da Umberto Vetrani (Snami Asl Nord Ovest), Alberto Nannelli (Snami Toscana) e Giovanni Belcari (vice referente nazionale Snami emergenza), che interviene sul caso della sostituzione del medico a bordo dell’ambulanza con un infermiere, prospettato per il versante orientale dell’isola.

«I cittadini devono essere al corrente che il riordino dell’assetto del 118 elbano estivo, prevederebbe di fatto la sostituzione di una postazione medicalizzata con una infermieristica, non considerando aspetti di interesse primario della cittadinanza, ignorando i carichi di lavoro, incontestabilmente già gravosi, che i medici hanno ogni giorno nel pronto soccorso di Portoferraio, e disattendendo del tutto la Legge Balduzzi, che attribuisce una postazione con soccorso avanzato (medico o medico assieme all’infermiere) ogni 60000 abitanti», attaccano dal sindacato.

Allo stato attuale infatti, l’unica ambulanza medicalizzata sull’isola, che gestisce efficacemente il sistema nei mesi invernali, viene rafforzata nel periodo estivo, dalle due ambulanze h12 di Porto Azzurro-Capoliveri, e di Marina di Campo. Ciascun servizio di emergenza ha una durata media di circa 45 minuti in prossimità di Portoferraio, ma la supera abbondantemente in caso di servizi più periferici o in caso di emergenze complesse.

«È evidente che una sola ambulanza medicalizzata oltre a quella di Portoferraio non sarebbe fisicamente in grado di gestire l’enorme spazio di territorio che va da Cavo, fino alla punta più occidentale dell’isola, fino a Marciana – aggiungono da Snami – Di conseguenza circa la metà dei servizi, quella nell’area che va da Cavo a Capoliveri (più di mezz’ora tra le due località a sirene spiegate) graverebbe sull’ambulanza con solo infermiere».

Insomma, un taglio pericoloso e che introdurrebbe squilibri evidenti nella assistenza sanitaria della popolazione. «La postazione medicalizzata di Porto Azzurro – Capoliveri copre attualmente un’area che comprende i comuni di Cavo, Rio, Porto Azzurro, Capoliveri, zone anche distanti 40 minuti dall’ospedale; esse inoltre devono fornire copertura alla zona di Marina di Campo in caso quest’ultima fosse già impegnata. Si tratta di un bacino di utenza che d’estate comprende un flusso di decine di migliaia di turisti fuori sede per un totale che può raggiungere le 250.000 persone».

Snami si dice consapevole della evoluzione della professioni infermieristiche, ma ritene «altresì inaccettabile la mera sostituzione del medico, con le sue esclusive peculiarità di diagnosi, di terapia e di scelta del percorso più appropriato per il paziente critico, con il solo infermiere. Se davvero questo avvenisse, non si potrebbe certo parlare di miglioramento del servizio sull’area elbana, ma sarebbe ipotizzabile solo un preteso risultato di risparmio».

Tale “riforma”, secondo Snami, non comporterebbe comunque risparmi, «dato che l’ambulanza col solo infermiere richiederà comunque per i casi più complessi il supporto dell’ambulanza con medico, sempre sperando che questa non sia già impegnata in altri servizi. L’ambulanza con infermiere inoltre, non può trattare a domicilio i pazienti con patologie minori, con un conseguente intollerabile maggior afflusso al Pronto Soccorso di Portoferraio».

«È inammissibile da parte di Asl una così radicale rivisitazione del piano del 118 elbano, che così descritto apparirebbe come una intollerabile privazione dei servizi essenziali al cittadino, senza neanche aver coinvolto in qualsiasi sede i medici – conclude il sindacato – Chiediamo venga convocato con urgenza un passaggio preventivo coi rappresentanti di tutti gli attori coinvolti, prima di intraprendere percorsi così controversi, proprio a ridosso del periodo più critico per tutta l’isola d’Elba».