Rende: i lavori di riqualificazione dell’area del tennis possono proseguire

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Tennis Club Rende, ulteriore conferma del Consiglio di Stato per il Comune di Rende: i lavori di riqualificazione dell’area possono proseguire.
Il Consiglio di Stato, con Ordinanza n. 4731/2019 del 20 settembre 2019 (Sezione Quinta, Consigliere Estensore Giovanni Grasso) ha accolto, questa volta in contraddittorio tra le parti, la richiesta di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza pronunciata dal TAR Calabria n. 1468/2019 del 26.07.2019 con la quale, il TAR calabrese, aveva annullato la procedura, bandita dal Comune di Rende, per l’affidamento, in finanza di progetto, della progettazione definitiva, progettazione esecutiva, riqualificazione e gestione dell’impianto sportivo sito in Commenda di Rende.
Il Consiglio di Stato, ha confermato il decreto del 12 agosto 2019 accogliendo – ancorché in fase cautelare – l’appello proposto dagli avv.ti Valerio Zicaro e Paolo Florio, per il Comune di Rende, “considerato che, come già ritenuto dalla Sezione in sede di definizione della fase cautelare, non si palesa, in via di principio, irragionevole, anche in considerazione della discrezionalità di cui gode la stazione appaltante, la fissazione da parte del Comune di un minimum in termini di requisiti economico/patrimoniali in relazione a un’iniziativa di finanza di progetto”.
Viene così confermata per la terza volta, sempre in via cautelare, la legittimità di tutti gli atti posti in essere dal Comune di Rende per avviare un importante progetto di riqualificazione degli impianti sportivi che potranno diventare, ben presto, un punto di riferimento per gli amanti del Tennis, e non solo, a livello regionale e nazionale, tenuto conto delle potenzialità e dimensioni della struttura, immersa in uno spazio verde, al centro della città di Rende, di oltre 33.000 mq.
Con l’accoglimento dell’ordinanza il Comune di Rende, infatti, potrà procedere da subito a riattivare l’iter del bando, con la consegna dell’area all’aggiudicatario e l’avvio dei lavori, che da oltre un anno sono bloccati e ritardati dal contenzioso amministrativo avviato dal precedente concessionario, sgomberato coattivamente dall’area.

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