Catania, «Architettura: ripensare la Valle del Simeto e potenziare i trasporti pubblici per un rilancio turistico»

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«L’incontro della Rete Fondazioni degli Ordini degli Architetti d’Italia, giunto alla sua terza edizione, è stato necessario per un confronto tra le varie realtà geografiche, nell’intento di condividere vision e obiettivi per un rafforzamento culturale della professione». Così Alessandro Amaro, presidente dell’Ordine degli Architetti di Catania, ha aperto il convegno di ieri (venerdì 27 settembre) a Palazzo della Cultura organizzato dall’Ordine e dalla Fondazione del capoluogo etneo, che ha visto protagonisti gli esponenti delle Fondazioni di Milano, Genova, Campobasso, Chieti – Pescara e Catanzaro.
Un importante spazio al dibattito su divergenze territoriali, obiettivi di crescita e difficoltà legate al tessuto urbano e non solo, inserito all’interno di “Shaping Better Cities”: la mostra dei lavori curati dallo studio di desing Arup Italia, inaugurata lo scorso 23 settembre e aperta al pubblico fino al 6 ottobre, con il patrocinio del Comune di Catania e del Consiglio Nazionale degli Architetti.
«Abbiamo confrontato le esperienze delle diverse Fondazioni, in relazione ai PRG in vigore, spingendo affinché Catania possa uscire da una situazione di stallo legata a un piano regolatore generale di 50 anni fa: situazione che ci tiene ancorati e che non può dare un reale slancio al territorio», ha affermato Veronica Leone, presidente della Fondazione di Catania. A parlare di «mancanza di spazi di aggregazione urbani» è stato il consigliere Giuseppe Messina: «L’Ordine ha avviato un dialogo con l’Amministrazione e con le sei circoscrizioni per raccogliere esigenze, denunce di edifici vandalizzati e richieste della popolazione al fine di redigere un dossier da presentare al Comune».
«A differenza del PRG degli anni Ottanta di Milano che puntava sulle infrastrutture welfare e sugli immobili privati, l’orientamento successivo è stato legato alla creazione di zone verdi e oggi, anche il singolo cittadino, pensa alla sua abitazione come a un ente di servizio per la città», ha commentato Stefano Tropea, consigliere dell’Ordine e della Fondazione di Milano. «Il dopoguerra ha visto una crescita urbana frettolosa e oggi si stenta a trovare nuovi spunti di sviluppo, inoltre la città si sta ancora riprendendo dal crollo del ponte Morandi che l’ha divisa in due», ha detto Benedetto Besio, presidente della Fondazione Architetti di Genova. «Occorrono nuovi approcci agli strumenti urbanistici, attraverso una riqualificazione da perseguire attraverso PRG purtroppo datati», ha poi continuato Alessandro Izzi, presidente della Fondazione di Campobasso. E c’è un’unione di forze per Chieti e Pescara, situate e soli 20 km di distanza l’una dall’altra, come ha spiegato la presidente Maria Cicchitti: «La nostra Fondazione raggruppa le due città, la prima di 50mila abitanti e la seconda di 122mila: negli anni è stato effettuato un aumento delle cubature architettoniche che però non è stato seguito da un aumento della popolazione». «È necessario costruire eticamente e secondo principi di giustizia per il cittadino e per il territorio, altrimenti le opere edificate rappresenteranno un danno per le generazioni future», ha aggiunto Eros Corapi, presidente Fondazione Architetti di Catanzaro.
Nell’ambito dell’incontro sul futuro della città incentrato su Catania, i referenti dello studio Arup hanno esposto i lavori in essere a livello internazionale e quelli in via di definizione nel capoluogo etneo. «A Catania, in sinergia con l’Ordine e la Fondazione Architetti, attraverso il “Simeto Action Plan” stiamo lavorando a un ripensamento della valle del Simeto per un suo rilancio turistico – ha spiegato Stefano Recalcati – e, con il “masterplan 2013-2030”, al potenziamento dei trasporti pubblici nella zona dell’aeroporto». Salvatore Settecasi di Arup ha concluso: «Abbiamo esposto tre progetti di rigenerazione urbana attraverso soluzioni di sostenibilità messe in atto a Barcellona, in una città russa e a Milano, al fine di prenderle da esempio per un piano di intervento sulla città di Catania».

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