In Sicilia l’Esercito per strada contro il coronavirus: uscite essenziali solo una volta al giorno

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Da oggi misure più stringenti in Sicilia per contrastare la diffusione del coronavirus. La “stretta” annunciata nei giorni scorsi dal presidente della Regione Nello Musumeci e messa nera su bianco ieri con l’ordinanza regionale è ora operativa. Il punto centrale del nuovo provvedimento riduce e fa chiarezza sugli spostamenti: anche per gli acquisti essenziali (come fare la spesa o acquistare il pane) si potrà uscire una sola volta al giorno, fatta eccezione per i farmaci, e dovrà farlo solo un componente del nucleo familiare. Domenica chiusura obbligatoria per supermercati ed esercizi commerciali ad oggi aperti, tranne farmacie ed edicole.

Vietata poi la pratica di ogni attività motoria e sportiva all’aperto, anche in forma individuale. Mentre, gli spostamenti con gli animali da affezione sono consentiti ma solo in prossimità della propria abitazione.

Azioni che dovrebbero ridurre il numero di persone per strada che, nonostante i precedenti divieti imposti dal decreto nazionale #IoRestoaCasa, non era ancora sufficientemente limitato. Oltre al tema degli spostamenti, le nuove disposizioni riguardano anche la “pulizia” di strade e uffici pubblici, il trasporto urbano, le rivendite di tabacchi (dove è stato peraltro vietato l’uso di apparecchi da intrattenimento e per il gioco)

ECCO L’ORDINANZA INTEGRALE

Rafforzati anche i controlli: da questa mattina scenderà in campo anche l’Esercito. Una parte dei militari in servizio in Sicilia sarà  impiegata nelle pattuglie di vigilanza urbana e nei punti di arrivo dei passeggeri. Ieri è arrivato infatti l’ok del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese alla richiesta formale presentata nei giorni scorsi da Musumeci.

“Sul piano sanitario la situazione è sotto controllo, ma stiamo preparandoci al peggio: è probabile che l’escalation dell’epidemia possa arrivare alla fine di marzo o ai primi di aprile. Ci stiamo attrezzando con nuovi posti di terapia intensiva, ne abbiamo 411 ma ne stiamo creando altri 200 e abbiamo mobilitato le strutture private”, aveva detto Musumeci

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