Coronavirus: il comandante della Nave Messina chiede il tampone urgente per un marinaio e 31 dipendenti RFI

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Il 18 marzo scorso un marinaio della Nave Messina della Rfi è stato posto in quarantena dalle autorità sanitarie di Reggio Calabria, a seguito del test positivo del fratello. Da allora si trovano in autoisolamento il comandante della nave e 31 dipendenti. Il marinaio in Calabria è febbricitante ed attende il tampone per le verifiche del caso. Oggi il comandante della Nave Messina, Marcello Pulisi, scrive al Sindaco di Messina, Cateno De Luca ed al Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà e per conoscenza al Ministro della Salute, alla protezione civile, al Ministro dei Traporti, al Prefetto di Reggio Calabria e Messina, al Sasn di Messina, alla Rete Ferroviaria Italiana, al Comandante della Capitaneria di Porto- AMS di Messina, ai sindacati, per sollecitare il tampone a tutti coloro che sono in quarantena.

“Avendo appreso che per eseguire il tampone bisogna rispettare una lunga lista d’attesa – scrive il comandante Marcello Pulisi- e che nessuno è in grado di fornire previsioni in merito, si chiede al Signor Sindaco di Messina di volere autorizzare il test del tampone al sottoscritto e a tutti quei colleghi (31) che hanno lavorato con il collega, adottando di fatto un serio e celere protocollo di prevenzione che non sia subordinato in alcun modo alle “sorti” della procedure messa in atto per il collega in quarantena. Abbiamo certezza che la società Armatrice, tra i tanti provvedimenti adottati, si è premurata a fornire alle Autorità preposte l’elenco dei nominativi del personale in questione per pronta consultazione. Si esorta anche e soprattutto il Signor Sindaco di Reggio Calabria a porre in essere tutte quelle iniziative urgenti affinché venga eseguito il Test al collega in quarantena, che per ovvie ragioni in queste ore sta vivendo momenti di assoluto sconforto. Vi è da tenere in debita considerazione che oltre ai 32 lavoratori, il rischio di contagio va considerato anche e soprattutto alle rispettive famiglie, quindi eventuali ulteriori ritardi potrebbero risultare fatali, vista la crescita esponenziale dei casi di contagio registrati in queste ultime ore su tutto il territorio nazionale, soprattutto nell’area dello Stretto di Messina”, conclude.

 

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