Coronavirus, Messina. Bufera sulla casa di riposo “Come d’Incanto”: dai decessi al reato di degrado

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Non si placa la polemica sul caso del pensionato “Come d’incanto”di Messina balzato alle cronache per il numero consistenti di anziani contagiati purtroppo alcuni già deceduti e lo stato di abbandono degli operatori costretti allo stremo per 13 giorni di isolamento per curare gli ospiti.In loro sostegno si era mobilitato il Covid team del Policlinico ed il Sindaco De Luca in prima persona inviando una task force di volontari del servizio Social city.Ma è proprio da quest’ultimi che emergono scenari inquietanti che in una relazione dettagliata cristallizzano una situazione di grave degrado che sconfesserebbe il grido di allarme degli operatori impegnati nella cura degli ospiti di via Primo Settembre.Si valuterebbe nel documento rivolto a tutte le autorità giudiziarie di ravvisare gli estremi di reato di scarsa igiene e trascuratezza in cui versava la struttura al momento dell’emergenza.A tal proposito un altra indagine dei Carabinieri di Messina è in corso da ieri nella sede dell’Asp per la vicenda degli sciatori untori rientrati in città.L’operazione è partita seguendo le testimonianze degli epidemologi in forza all’azienda peloritana.

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