Settembre Rendese riparte dal centro storico con l’arte contemporanea

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“Partire dal centro storico è una scelta precisa: il nostro borgo antico rappresenta appieno lo spirito di ripartenza di cui è intrisa questa edizione. Le nostre radici, il nostro patrimonio identitario, storico, culturale, sono la trama del progresso verso un futuro che vogliamo riscrivere con il coraggio delle idee”.
A dirlo in una nota alla stampa il sindaco Marcello Manna in merito all’apertura del Settembre Rendese che partirà il prossimo 26 settembre alle 18,00 nella sala convegni del museo Civco, con la presentazione del libro di Ada Lombardi “Arte contemporanea. Oriente e Occidente”.
Dopo i saluti istituzionali da parte del primo cittadino e dell’assessora alla cultura Marta Petrusewicz, a presentare il volume sarà il critico d’arte Ghislain Mayaud. Interverranno al dibattito moderato dalla giornalista Simona De Maria, Salvatore Anelli artista e presidente del Centro Vertigoarte, associazione curatela dell’iniziativa, Roberto Bilotti direttore artistico del Museo Bilotti Ruggi D’Aragona all’interno del castello Normanno, lo storico Vittorio Cappelli, Gianluca Covelli storico e critico d’arte e Maria Cristina Parise Martirano presidente della Dante Alighieri Cosenza.
Il volume, scritto con la finalità di rendere più chiara e comprensibile la lettura dell’arte contemporanea per un pubblico più vasto, è stato suddiviso come un manuale di storia dell’arte e scritto in una forma narrativa agile e veloce. Originale, poi, il punto di vista attraverso cui si analizza l’arte contemporanea: uno sguardo interculturale e contemporaneo che vede e studia il contesto artistico nel suo vero aspetto globale, sintesi tra cultura occidentale e orientale.
“Sarà questa occasione –ha concluso Manna- per discutere intorno ai luoghi dell’arte, di cui il nostro centro storico è ricco, e della sua fruizione. Rende vanta una rete museale che poche città posseggono. Questo patrimonio va valorizzato e sostenuto per ricostruire un nuovo disegno di sviluppo che valorizzi il capitale culturale come opportunità di ricrescita”.

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