Spezzare la catena delle brutte cose

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Dobbiamo sforzarci. E se pensiamo alla qualità ed al valore aggiunto che c’è in ogni prodotto italiano, possiamo considerarci la più bella economia del mondo; perché fatta di quel saper fare e di persone che con il loro lavoro, con intelligenza e professionalità, hanno contribuito e continueranno a contribuire a diffondere nel mondo quell’idea di Italia che tutti ci invidiano. – Con le parole dell’amministratore Fortunato Amarelli che ha definito sia l’evento sia l’opera donata e presentata, una bella scossa per riflettere sul futuro e sul ruolo che l’arte e l’impresa dovranno avere nel ridisegnare il futuro del Paese dopo l’emergenza Covid, si è concluso il vivace confronto promosso online dal Museo della Liquirizia Amarelli nell’ambito della 19esima Settimana della Cultura d’Impresa.
L’edizione 2020 dell’evento nazionale promosso da Confindustria, partito con Museimpresa nel 2001 anno in cui esordiva il Museo della Liquirizia, è stata l’occasione infatti per la presentazione ufficiale de Il volto degli altri, soggetto creato da Lodola per la copertina dell’album Gli Anni (1998) degli 883 ed uno degli elementi dell’installazione luminosa di Lodola, tra i fondatori del Nuovo Futurismo, ospitata d’ora in avanti nel Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli. La stessa opera è realizzata nelle proporzioni dell’ormai iconica scatolina di latta di Amarelli. – All’iniziativa intitolata Colore, energia e luce per la rinascita del Paese, coordinati da Lenin Montesanto, sono intervenuti in video conferenza l’artista internazionale Marco Lodola, il famoso imprenditore dello spettacolo Lucio Presta insieme a Pina Amarelli, Presidente del Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli, in rappresentanza di Museimpresa e del Gruppo tecnico Cultura di Confindustria e da Margherita Amarelli, direttore commerciale e marketing della Amarelli Srl.
Abbiamo bisogno tutti – ha introdotto Pina Amarelli, tra i pionieri della Settimana d’impresa nata per dare substrato culturale agli imprenditori italiani – di colore, luce ed energia per uscire da questo tunnel della pandemia. L’opera di Lodola – ha aggiunto – non è soltanto una visione. Essa restituisce la possibilità della sinestesia, la possibilità di cogliere con più sensi: rappresenta un’esperienza unica. – Di momento straordinario ha parlato Margherita Amarelli; una di quelle occasioni – ha scandito che segneranno la storia di questa esperienza nata dal cuore della famiglia e tramandata di generazioni in generazioni. Ed il Museo della Liquirizia, protagonista non solo virtuale ma spirituale e culturale di questo nuovo incontro, resta il cuore della nostra famiglia e della nostra azienda. Oggi celebriamo un’amicizia, un’intuizione ed un’opera d’arte, assieme a Marco Lodola ed a Lucio Presta che di tutto ciò è stato – ha proseguito – il vero e proprio detonatore, sprigionando energia.
Di utopia come luogo felice e non lontano ma raggiungibile ha parlato Lucio Presta, rispondendo insieme all’Artista alle sollecitazioni di Lenin Montesanto su quale approccio preferire per superare la crisi e sul valore maieutico di quelle che Gaston Bachelard definiva rotture epistemologiche. – Credo nel sogno – ha detto Presta – e non vedo le cose lontane, ma luminose e vicine, raggiungibili. Bisogna pensarle e realizzarle. Lodola – ha spiegato, definendolo un artista con la A maiuscola – ha realizzato un’opera che avvolge, illumina e tocca il cuore e lo ha fatto usando prodotti sotto gli occhi di tutti, inserendola infine in una storia di uomini e donne che si radica nei secoli di questa terra e nella storia universale. Non poteva esserci – ha concluso – posto migliore del Museo della Liquirizia di Corigliano-Rossano per accogliere questa ispirazione artistica e questo messaggio. – E la storia e l’esperienza plurisecolare dell’azienda e della famiglia della Liquirizia calabrese è stata ancora protagonista della Settimana della Cultura d’Impresa con l’intervento di Pina Amarelli intitolato Tra Archivio e Museo alla presentazione del libro Archivi d’impresa svoltosi anch’esso in streaming sul sito di Museimpresa. Attraverso il nostro archivi – ha detto – siamo riusciti a ricostruire, in circa 40 anni di impegno, una storia su di una regione pressoché sconosciuta.

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