Confprofessioni Sicilia incontra la III Commissione Attività Produttive dell’Ars

0
135

CATANIA – Apertura da parte dell’assessorato e del dipartimento Attività Produttive della Regione Siciliana nei Confronti di Confprofessioni Sicilia: dopo aver bussato alla porta delle istituzioni, la Confederazione farà parte del tavolo tecnico permanente per avanzare proposte a tutela del comparto dei lavoratori autonomi.
«Con quest’apertura da parte della Regione Siciliana e dell’assessore alle Attività Produttive Girolamo Turano, che ringrazio – spiega il rappresentante di Confprofessioni Sicilia Daniele Virgillito – la nostra Confederazione si propone di offrire il massimo sostegno per l’elaborazione di misure che si muovano nell’interesse dell’intero sistema economico, favorendo e incentivando strumenti a supporto e tutela dei liberi professionisti».
All’incontro erano presenti il presidente della III Commissione (Attività Produttive) dell’Ars Orazio Ragusa, il segretario Giovanni Cafeo, Salvo Burrafato dell’Associazione Nazionale Commercialisti, Valentina Crescimanno di Federnotai e Nicolay Catania degli Psicologi Liberi Professionisti. Un’audizione nata dalla necessità di un cambiamento, per l’attuazione di interventi concreti a supporto delle categorie rappresentate da Confprofessioni, nata nel 1966, riconosciuta parte sociale nel 2001 e facente parte del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro da oltre dieci anni. Una presa di posizione necessaria a tutela delle 21 sigle associative che ne fanno parte, operanti in diversi settori: economia e lavoro, diritto e giustizia, ambiente e territorio, sanità e salute, professionisti appartenenti alla V area. «In epoca di pandemia – ha spiegato Virgillito – abbiamo assistito a un andamento drammatico che ha visto il tracollo del comparto delle libere professioni, di cui fanno parte 1 milione 430mila unità, ovvero il 6% degli occupati in Italia e il 27% del complesso del lavoro indipendente. I liberi professionisti sono anche datori di lavoro con circa 480mila dipendenti, con un giro di affari di oltre 211 miliardi di euro e un Pil di 1,7 miliardi di euro».

Un ruolo importante per il Paese, che «non può passare inosservato, soprattutto in un periodo di emergenza – ha aggiunto il rappresentante regionale di Confprofessioni – il perdurare della pandemia rischia di aggravare ulteriormente la situazione, escludendo dal mercato del lavoro, nei prossimi mesi, altri 400mila lavoratori “indipendenti”. Questi numeri, contenuti nel V Rapporto Confprofessioni 2020 – ha proseguito – sono frutto anche di alcune decisioni politiche inique, tra le quali spicca la vicenda legata all’equo compenso e l’aver negato l’accesso ai contributi a fondo perduto alle professioni ordinistiche. Senza dimenticare che nell’Isola queste ultime sono state escluse dal “Bonus Sicilia”, riservato solo alle imprese: il tutto a dispetto di quanto sancisce la Raccomandazione della Commissione Europea. Sulla linea di quanto fatto da alcune regioni come Lombardia, Valle D’Aosta, Campania, Toscana, Piemonte, Puglia e Calabria, che hanno introdotto per gli autonomi contributi a fondo perduto che arrivano sino a 7mila euro, confidiamo che anche il Governo siciliano si mostri sensibile su questi temi – conclude Virgillito – ci auguriamo e daremo il nostro contributo per mettere in atto azioni politiche regionali con misure specifiche per il nostro comparto. Desideriamo sostenere un approccio per la concessione degli aiuti fondato sul “merito”, animato da criteri pensati non per premiare il dito più veloce (click day) ma per ristorare le partite iva colpite dalla pandemia economica».

Lascia un commento