I genitori bolognesi e l’appello ai futuri Parlamentari sul futuro della Scuola Pubblica, il commento della Cinti

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Londra- Più di cinquanta presidenti di Consiglio di Istituto bolognesi hanno indirizzato una lettera aperta ai candidati al Parlamento italiano di ciascun partito dell’ Emilia Romagna. L’ obiettivo è quello di accendere piena consapevolezza su una serie di problematiche ormai considerate drammatiche dell’ istituzione scolastica pubblica secondo l’ opinione degli interessati all’ iniziativa, e in merito alle quali ancora poco si è fatto. L’ invito è pertanto quello a dedicarsi con impegno e rigore alla questione dei tanti edifici da ristrutturare, dei tagli alle risorse in termini di docenti, della mancanza di spazi minimamente adeguati allo svolgimento del lavoro di classe con la presenza di un numero di alunni eccessivo di alunni al suo interno, e ancora di figure stabili di sostegno per i ragazzi diversamente abili e supplenti, così come di risorse per i progetti didattici e soprattutto di recupero, anche pomeridiani e per l’ alfabetizzazione e l’ integrazione degli stranieri. Nella lettera emerge l’ allarme riguardo alla realizzazione di “mega istituti scolastici ingovernabili e didatticamente inadeguati”, di pari passo con una significativa riduzione dell’ orario scolastico. La sforbiciata sui fondi per questo ed altro ancora, di fatto, deve ancora arrivare. Tante sono le lamentele racchiuse nella lettera, riassunte da una dichiarazione che recita: “Alla scuola si è guardato con il solito occhio ingordo del fare cassa, ignorandone le drammatiche conseguenze”.
Luana Cinti, esponente dell’ Italia Dei Diritti e vice responsabile per la Scuola e l’ Istruzione commenta in merito: ” La sensazione più forte che continua ad emergere, questa volta attraverso le parole di un nutrito gruppo di genitori rappresentanti di diversi Istituti bolognesi, è quella di aver per troppo tempo trascurato – poichè considerato secondario da parte di chi è stato di volta in volta incaricato di occuparsene – il settore dell’ istruzione e nel complesso della formazione, cui sono state drasticamente sottratte la dovuta attenzione e spazio di tutela, sottovalutandone di fatto il suo carattere prioritario per il bene dei ragazzi nella costruzione quotidiana del proprio futuro di cittadini. Tutto ciò a partire da un processo di tagli e riduzioni ormai percepiti come irrimediabili, se non lesivi del diritto ad un percorso sereno di apprendimento, al contrario caratterizzato dal pieno e costante riconoscimento delle dovute risorse, in termini di fondi ed effettivi strumenti di realizzazione positiva delle attività didattiche, a favore di tutti gli attori che rendono una vera Scuola tale. La qualità della didattica è stata in questi ultimi anni sempre più compromessa, impoverita da una lunga serie di interventi che continuano a minare la sua sopravvivenza in termini costruttivi e di progresso per l’ intero Paese, laddove invece risulta imprescindibile una cura ed un’attenzione che si traduca in reale preoccupazione delle sue sorti, con l’aiuto delle Istituzioni e per mezzo del fondamentale appoggio di genitori e studenti. A Bologna, la lettera è stata simbolicamente indirizzata a coloro che ancora non son sono approdati in Parlamento, ma potrebbero farlo a breve, in questo a significare l’ invito loro rivolto a rappresentare e a farsi portatori, finalmente, di una svolta nel panorama si qui conosciuto e vissuto, all’ interno del quale le conseguenze di iniziative ministeriali sbagliate, e non mirate a salvaguardare la Scuola, hanno creato danni cui bisogna una volta per tutte opporsi. Serve pertanto una decisa spinta e la ferma volontà di cambiare le modalità di approccio e intervento al mondo dell’ istruzione, in un’ ottica del tutto diversa e rinnovata, soprattutto a partire dal ridimensionamento delle risorse dovuto al delicato periodo di crisi che la Società tutta sta vivendo, che pertanto richiede una oculata riflessione sul come e dove dirottare i fondi destinati ai diversi ambiti della vita sociale”.