Tre anni per una mano in tasca, Di Marcantonio: ” Una condanna troppo dura”

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Il giudice del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, ha emesso una condanna nei confronti di Antonio Di Prete il giovane accusato di molestie sessuali nei confronti di una ragazza rumena. L’uomo è stato condannato a tre anni di arresti domiciliari.
“E’ esagerato il provvedimento del giudice – ha commentato Camelia Di Marcantonio, responsabile per la provincia di Latina dell’Italia dei Diritti – una pena pesante e alquanto strana. Il giovane ha avvicinato la ragazza e le ha messo una mano in tasca, ma dovrà pagare caro questo suo gesto a causa anche di una precedente condanna per molestie sessuali. Forse sarebbe stato meglio obbligarlo a svolgere servizi sociali. È assurdo come delle fobie sociali diffuse – conclude la responsabile del movimento presieduto da Antonello De Pierro – possano influenzare in tal modo una sentenza”.

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