L’odissea quotidiana dei non vedenti a Roma. Soldà sulle barriere architettoniche

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“Il rispetto per chi ha degli handicap è alla base di una società civile, per questo anche i romani devono dare l’esempio mostrandosi sensibili verso chi deve convivere quotidianamente con gravi handicap”. Sono queste le parole del vicepresidente dell’Italia dei Diritti, Roberto Soldà, che commenta così i disagi dei non vedenti che vogliono muoversi in città in maniera autonoma. Troppo spesso le guide speciali per i ciechi, le caratteristiche righe a rilievo tracciate sui marciapiedi che hanno il compito di indicare il percorso, sono ostruite. A Largo Argentina le guide in “braille”, spesso sconosciute per chi non necessita del loro supporto, sono interrotte da una gettata di cemento e, a piazza Re di Roma, la parte finale del “camminamento speciale” termina a ridosso di uno steccato di ferro. “I percorsi per i non vedenti sono spesso occupati anche da chioschetti o da tavolini dei bar, facendo emergere una carente attenzione verso chi ha problemi di disabilità”, continua il vicepresidente del movimento presieduto da Antonello De Pierro. “La nostra Capitale deve essere accessibile a tutti e deve garantire la libera mobilità azzerando le barriere architettoniche di cui l’uomo è artefice. Vivere nell’egoismo non fa parte della nostra cultura, per questo auspico una maggiore attenzione e il rispetto delle regole che tutelano non solo i non vedenti ma, in generale, tutti i diversamente abili”.