Disagi a Roma per il ritorno a scuola, Soldà commenta

1
275

“Da una parte i divieti anti contagio dell’influenza A, dall’altra le norme sulla sicurezza scolastica violate in metà delle scuole romane e, dulcis in fundo, i tagli dilaganti che hanno di fatto creato un esercito di precari. Non è questo il modo di iniziare l’anno scolastico”. Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti, Roberto Soldà, commenta con queste parole il primo giorno di scuola affrontato dalla maggior parte degli studenti delle scuole romane.

Un ritorno ai banchi più difficile del solito visto i timori generati dall’influenza A H1/N1 che ha portato numerosi istituti ad imporre precauzioni e divieti per evitare nuovi contagi. “Si spera che dietro l’allarmismo mediatico sull’influenza A non si celi nulla di grave per la popolazione, ma una vaccinazione preventiva – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, sarebbe una buona soluzione per evitare ondate di panico e il contagio globale”.

Per effetto della riforma Gelmini nelle scuole romane i posti tagliati sono ben 3.892, togliendo il 10% delle cattedre e il 17% del personale tecnico, con pesanti effetti anche per gli studenti. “Dal maestro unico ai tagli sul corpo docente, le conseguenze per i ragazzi saranno evidenti, senza dimenticare – continua Soldà – che una scuola su due, a Roma, non è conforme alle norme edilizie e sanitarie, rendendo quei luoghi poco sicuri per i nostri ragazzi”. E sul precariato il vicepresidente dell’Italia dei Diritti conclude: “Il mio augurio è che i precari possano scendere dai tetti e liberare le piazze attraverso un equo e graduale riassorbimento che le Istituzioni devono attuare per tutelare i lavoratori, gli studenti e le rispettive famiglie”.