Tarquinia, Le ali della libertà

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Tarquinia – “Le ali della libertà” di Alessio Ranucci

Basta con il solito tormentone «io ho vinto lui ha perso». Le primarie sono state e saranno anche il 2 dicembre una bellissima dimostrazione di democrazia e libertà. I cittadini voteranno chi vogliono, senza essere condizionati da padri e padroni che cercano di cogliere eventuali rivincite senza valore reale e politico. In campo c’erano cinque amici di partito onesti e preparati. Ognuno con un progetto che può aver attirato in forme e numeri diversi, l’elettorato di centro sinistra il quale è andato a votare, pagando, per scegliere tra Pierluigi Bersani, Laura Puppato, Matteo Renzi, Bruno Tabacci e Nichi Vendola. Il resto è fantasia: appropriazione indebita di volontà altrui. Sento parlare del sindaco Mauro Mazzola contro il presidente del consiglio comunale Armando Palmini, del presidente dell’Università Alessandro Antonelli contro il vice segretario provinciale Alessandro Dinelli. Non c’è nulla di più falso. Non c’e alcuna resa dei conti, tanto meno a 5 mesi dalle elezioni amministrative che hanno parlato chiaro e hanno presentato un partito unito, compatto, senza correnti e fazioni. La riprova è la schiacciante vittoria anche all’Università Agraria. Il resto sono pure illazioni, inquinamento delle prove e insabbiamento della realtà. Ho visto amici andare a votare liberamente, convinti delle proprie scelte e speranzosi di contribuire a un futuro migliore per lo schieramento cui credono così tanto, ripeto, da pagare per votare. Tutto il resto, dai commenti dei “renziani, all’analisi dei “bersaniani”, non importa più di tanto ai 4 milioni di italiani che sono andati a votare il 25 novembre. Degli opportunisti, di chi spera di scardinare “deretani” dalle poltrone, per sostituirli con “deretani nuovi”, – frase non mia, ma molto efficace -, di chi spera nel premio finale da parte del capo corrente, di chi si cambia casacca per convenienza, il Partito Democratico non sa che farci. La gente vuole andare a votare senza lacci e lacciuoli, vuole scegliere liberamente e questo, che in politica può sembrare scontato, in realtà non lo è più da qualche ventennio. Chi ha le responsabilità di guidare un partito importante come il nostro, non cada nelle provocazioni, non si faccia ingolosire dalla voglia di pareggiare qualche conto in sospeso. La gente vuole e desidera un partito unito, che persegua una strada comune, che dia speranza per un futuro migliore. Non togliamogli anche questo, sarebbe un errore imperdonabile.

Assessore Anselmo Ranucci