Savona, mobbing su una commessa. Parla Ferraioli

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Il responsabile per la Liguria dell’Italia dei Diritti: “Se davvero la donna è stata costretta a lavorare in un bagno per una settimana si intravedono gli estremi di una autentica umiliazione. Auspichiamo che l’azienda e la giustizia facciano piena luce sull’accaduto”

Roma, 24 settembre 2009 – “L’Italia dei Diritti, come al solito e in virtù della sua innata vocazione, si schiera apertamente dalla parte dei diritti dei lavoratori. In un momento in cui la crisi economica e la ricerca di occupazione sono sempre più affannose su tutto il territorio nazionale venire a conoscenza di episodi come questo lascia a dir poco esterrefatti, soprattutto perché, se realmente le cose sono andati così, si ha la certezza di un inequivocabile caso di mobbing”. Lo afferma Maurizio Ferraioli, responsabile per la Liguria dell’Italia dei Diritti, commentando la denuncia di una donna, impiegata come commessa in un supermarket di Savona, costretta dai superiori a lavorare nel bagno-ripostiglio o sui gradini esterni del discount allo scopo di demansionarla per obbligarla a licenziarsi. Gli avvocati, a cui la donna si è rivolta dopo aver perso l’impiego, hanno intentato una causa per mobbing ai titolari dell’esercizio commerciale.

“Se davvero – prosegue Ferraioli – la signora è stata chiusa in un bagno per una settimana, durante l’orario lavorativo, si intravedono gli estremi di una autentica vessazione ed umiliazione, alla quale nessun essere umano dovrebbe mai essere sottoposto. Auspichiamo quindi che l’azienda faccia piena luce su un fatto così spiacevole che la getta ovviamente in grande discredito”.

“Alla signora – conclude il rappresentante ligure del movimento presieduto da Antonello De Pierro – auguriamo che, adeguatamente supportata dai suoi legali, possa ritrovare quella serenità emotiva che le spetta di diritto. All’autorità giudiziaria il compito di perseguire, ricercando la verità, i responsabili di tali situazioni”.

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