Non lavora perché marocchino, Criseo all’attacco

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Un giovane marocchino di 19 anni, con permesso di soggiorno regolare, diplomato regolarmente in una scuola professionale italiana, cerca lavoro come operaio elettricista. Peccato che non possa fare domanda all’azienda di trasporti milanese ATM la quale forte di un Regio decreto del 1931 considera i curriculum e le candidature solo di cittadini italiani ed europei. Per Giuseppe Criseo, responsabile per la regione Lombardia dell’Italia dei Diritti, tutto ciò è intollerabile e anacronistico, come dichiara: “Ci troviamo dinanzi ad un decreto datato, assolutamente fuori dal contesto in cui viviamo. Purtroppo non si tratta del primo caso di questo genere, non resta che registrare l’ennesima forma di discriminazione perpetrata a danni di lavoratori che hanno tutte le carte in regola per vivere serenamente nel nostro Paese e trovare un lavoro dopo un giusto percorso di studi”. Mentre gli avvocati del ragazzo promettono battaglia, hanno già presentato un ricorso al giudice del lavoro di Milano, l’azienda milanese ha da risolvere non pochi problemi, a causa della penuria di organici, macchinisti e operai per l’appunto. L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro aggiunge: “Abolire tale decreto è doveroso verso tutte le persone che pur non essendo cittadini italiani vivono con noi e partecipano non solo all’economia del Paese, ma anche alla crescita sociale e culturale nel nome dell’integrazione”. Abolire questo decreto tra l’altro, di fatto gioverebbe alla stessa azienda, che potrebbe assumere senza problemi tutti coloro si candideranno supplendo così al deficit di personale”. Conclude con un invito rivolto ai parlamentari italiani, Giuseppe Criseo, che afferma: Occupatevi di questa triste storia affinchè non giunga negli uffici del parlamento europeo, altrimenti oltre al danno per il giovane operaio ci sarà anche la beffa per tutti i contribuenti italiani, cioè un’ inevitabile sanzione.”

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