La prima presa di posizione sull’IMU da parte di un piccolo comune italiano.

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La consigliera Francesca Caricato
Londra – Venerdì 28 settembre 2012 si è tenuto il Consiglio Comunale di Calvignano (PV) per deliberare sulle aliquote dell’IMU. In tale occasione la Consigliera Caricato ha sollevato delle eccezioni di costituzionalità della normativa dello Stato e ha insistito sull’incertezza del diritto che tale normativa genera sui presupposti della tassazione, ritenendola pericolosa e illegittima.

In particolare, la normativa in questione non ha una sua “ratio” giuridica, ma appare un “pastrocchio” mal confezionato per raccattare l’irraccattabile dalle tasche degli Italiani. Dubbi sono stati espressi circa la conformità del decreto Legge n.201/2011 in relazione agli artt. 23, 42 e 44 Cost..

Quanto mai confusa è apparsa la formulazione dell’art. 3 del regolamento IMU che il Consiglio si accingeva ad approvare, recependo quello che purtroppo è il testo legislativo, e che in seguito a queste eccezioni verrà specificato. Infatti, in tale articolo appariva “presupposto dell’imposta il POSSESSO di immobili”.

Ma se l’IMU sostituisce in parte il vecchio ICI che si pagava sugli immobili di proprietà ed è una tassa patrimoniale perché si tassa il “possesso”?

Esiste una grande differenza sotto il profilo giuridico tra il possesso e la conduzione di un immobile come possessore o detentore anche se qualificato e il proprietario che ha “il diritto di godere e di disporre”nella sua pienezza ed esclusività, così come è qualificato dall’art. 832 c.c.

Se presupposto, infatti, del pagamento dell’IMU fosse il possesso e non la proprietà dovremmo pagare l’IMU anche nelle locazioni! Si tratterebbe di una tassa ingiusta e oltremodo afflittiva e lesiva di quanto disposto dall’art. 2 e 3 della Costituzione quando dice che “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo (…) e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà”, così come la “Repubblica rimuove gli ostacoli di ordine economico e sociale che (…) impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

A tale proposito, la Consigliera, esprimendo considerazioni ideologiche personali, ha chiarito che il diritto alla casa, come anche il diritto di servirsi e, quindi, di utilizzare (e quindi possedere) qualcosa è un imprescindibile presupposto per consentire all’essere umano di riconoscere ed esprimere la propria identità nella comunità in cui vive ed opera. La tassa di proprietà sulla casa a suo avviso è ingiusta, dovendo la stessa essere diritto di tutti, nella misura in cui non produce un reddito economico-commerciale in virtù di operazioni di locazione e quant’altro. Nello specifico, è assurdo e intollerabile il riferimento all’IMU come tassa che va corrisposta in ragione del mero possesso dell’immobile.

La formulazione della legge emanazione di un governo di “tecnici” genera certamente incertezza del diritto e vessa indebitamente il cittadino che deve ormai quotidianamente combattere con leggi incerte, ingiuste, oscure, inqualificabili, facili a generare errori per dirimere i quali bisognerà accedere ai Tribunali con evidenti aggravi.

E’ lo specchio che in Italia lo “stato di diritto” è ormai una lontana chimera e non siamo lontani da problemi di ordine pubblico con riguardo ai quali Hobbes giustificava la nascita dello Stato.

Ancora più assurda e oscura, e giuridicamente priva di motivazione, appare la tassazione di anziani ospitati in case di risposo che in ragione dell’usufrutto nominale di case non di loro proprietà si trovano a dover pagare l’IMU due volte: una volta per via dell’usufrutto che è un diritto reale di godimento, senza godere né della casa, né dei servizi, e un’altra volta pagando la retta della casa di riposo che sarà comprensiva in proporzione della quota che la casa di riposo paga per il proprio IMU.

Al riguardo il Consiglio ha deliberato di condividere la denuncia della Consigliera ed è il primo comune in Italia che si espresso ufficialmente in tal senso.