Cagliari, “La questione orientale tra storia e memoria. Le voci e i volti dell’esodo”

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Cagliari – Sabato 20 febbraio, alle 18.00, si terrà il convegno dal titolo “La questione orientale tra storia e memoria. Le voci e i volti dell’esodo”. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Culturale Caravella e patrocinata dalla Regione Autonoma della Sardegna, dalla Provincia e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari, si terrà a Cagliari presso il Centro di Iniziative Sociali (C.I.S.) di piazza del Carmine n. 4.
Il progetto che si intende attuare prende in esame un problema molto discusso della recente storia italiana ed europea: la storia del confine orientale italiano, in particolare la questione delle foibe e degli infoibati nella Venezia Giulia, e le ondate di violenza che portarono all’esodo dei fiumani e giuliano-dalmati.
Forte della grande partecipazione, soprattutto giovanile, ottenuta in un primo convegno svolto il 10 febbraio nell’Aula Magna dell’Istituto tecnico industriale G. Marconi, l’associazione intende, attraverso la testimonianza di un esule istriana e di studiosi ed esperti dell’argomento, esaminare le due ondate di violenza: la prima del settembre-ottobre 1943, che andò a colpire maggiormente le aree rurali in Istria, e la seconda del maggio-giugno 1945, quando furono le città, Gorizia ed in particolare Trieste e il suo circondario, a subire le deportazioni, le uccisioni e gli infoibamenti.
Si tratterà in seguito l’esodo dalla Venezia Giulia, l’accoglienza in Italia dei profughi (con particolare attenzione all’arrivo e accoglienza in Sardegna degli stessi), le reazioni del mondo politico, ed infine si cercherà di analizzare quelle che sono state le ragioni di uno spostamento di popolazione così consistente. Chiuderà il lavoro l’esame del dibattito storiografico intorno alla questione delle foibe, analizzando le diverse tesi e correnti storiografiche che si sono alternate dal dopoguerra sino ad oggi, influenzando fortemente l’opinione pubblica. Nonostante spesso si parli di “storia rimossa” o “storia negata” infatti delle foibe e dell’esodo, e più in generale degli spostamenti forzati di popolazione nel Novecento europeo, si è sempre scritto e parlato molto.
“La mattina del 15 febbraio 1947 – sottolinea la dott.ssa Margherita Sulas, laureata in Storia e Società presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Cagliari con tesi sul “Confine orientale dal 1860 al 1960”- Nerina Milia lascia la città di Pola sul Piroscafo Toscana. In quella domenica mattina lei saluta per l’ultima volta la terra in cui è nata con la triste certezza nel cuore di non potervi fare ritorno. I profughi partiti con lei arrivano ad Ancona, da qui vengono portati a Roma e, in seguito, a Cagliari. La storia dell’esodo, cosi come viene raccontata da Nerina, è una testimonianza importantissima della storia del ‘900”.

Il frutto di questo progetto andrà a confluire in una pubblicazione, la quale sarà distribuita gratuitamente su tutto il territorio regionale ed interessando, soprattutto, le scuole dell’obbligo.
Sulla medesima tematica è previsto, il 26 ed il 27 febbraio, un cineforum.

Programma:
Introduzione lavori e moderazione
Andrea Curreli

Le violenze del 1943-45, l’esodo da Fiume, Zara e Pola. L’arrivo degli esuli in Sardegna.
Margherita Sulas

L’istituzione del Giorno del Ricordo e la nascita del Comitato 10 febbraio.
Stefano Cariello

Le voci e i volti dell’esodo: Da Pola a Cagliari.
Nerina Milia – Esule Istriana
Riproduzione del docu-fiction: Ritorno a casa (50 min.)