La filiera del comparto pelle, un patrimonio da salvare

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“La situazione è grave: se muore la filiera, scompare una delle più qualificate eccellenze del made in Italy, che ci rende famosi nel mondo. E’ necessario attuare da subito una strategia di azione comune fra tutte le forze sociali del territorio”.
Ad accendere i riflettori sullo stato di salute del comparto fiorentino è Gianfranco Lotti, presidente della sezione pelletteria di Confindustria Firenze.
Nel 2008, l’export fiorentino del solo comparto articoli da viaggio, borse e accessori ha rappresentato l’88,1% dell’export toscano del comparto e il 35,3% di quello nazionale.
Nel territorio della provincia di Firenze si trovano il 52,8% delle imprese attive in Toscana del settore pelli, cuoi e calzature. Il 15,2% di quelle italiane.
I problemi che deve affrontare il settore oggi sono dati dal calo degli ordinativi e, soprattutto per le piccole e medie imprese, dai difficoltosi rapporti con il sistema bancario dovuti alla restrizione del credito.
Per la sola provincia di Firenze, le ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria approvate nel primo trimestre del 2009 dall’Inps sono 91,3% (fonte Inps, settore pelli e cuoio) rispetto al primo trimestre del 2008.

“E’ adesso che la crisi ha iniziato a mordere più duramente – continua Lotti – c’è bisogno, più che mai, dell’impegno di tutti: sindacati, istituzioni e sistema bancario, per preservare la qualità che è il vero punto di forza del comparto. Qualità che si garantisce con: formazione, lotta severa ai falsi e maggiore trasparenza del processo della filiera produttiva”.

“Dal momento che per formare un figura professionale del settore ci vogliono almeno cinque anni, sarebbero fondamentali interventi di tutela per preservare l’alta specializzazione della forza lavoro. La formazione è fondamentale anche come antidoto alla contraffazione. Formazione è non solo cultura tecnica ma anche formazione etica.
Alla Regione, di cui apprezziamo molto il lavoro con la costituzione del fondo di garanzia, abbiamo chiesto provvedimenti urgenti in tal senso e ulteriori interventi prioritari nell’utilizzo dei fondi comunitari. Abbiamo inoltre chiesto di considerare la realizzazione dei campionari, che sono onerosi per le aziende, elemento centrale per la promozione e, come tali, da sostenere con agevolazioni. La difesa dei settori tipici del nostro Made in deve essere una priorità politica assoluta, anche nella prossima campagna elettorale amministrativa”.

“Sul contrasto ai falsi, stiamo lavorando a stretto contatto con le forze dell’ordine, per mettere a punto modalità di interventi mirati e valuteremo con il questore di Firenze nuove sinergie e collaborazioni.
Con i sindacati e le altre categorie abbiamo costituito un osservatorio per la sostenibilità economica e sociale della filiera, per rilanciarla in termini di compatibilità economica, di qualificazione e competitività oltre che di rispetto delle regole e della legalità”.

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