«Il nostro destino è di città multietnica»

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Prato – «La composizione multietnica della città è ormai irreversibile, ma questa realtà è gestibile dal diritto naturale alla luce del Vangelo, dalla saggezza dei governanti e dal buon cuore di tutti». Così il vescovo Gastone Simoni nel suo discorso pronunciato giovedì sera al termine della processione del Corpus Domini. Parole che sono state subito lette, e non poteva essere altrimenti vista la campagna elettorale perdurante da mesi, come una netta condanna di chi, da tempo, soffia sul fuoco della xenofobia.
L’importanza di essere una cosa sola, un popolo solo davanti a Dio, è stata testimoniata dalla Chiesa pratese chiedendo alle comunità cattoliche straniere presenti in città, di contribuire all’animazione della processione. Così, lungo le vie del centro storico, le invocazioni di preghiera provenienti dagli altoparlanti, sono state lette anche in cinese, inglese, spagnolo, urdu (la lingua del Pakistan), rumeno e nigeriano. Non si tratta di una novità, ma il proseguo di una scelta, che vuol diventare una tradizione, iniziata nella processione dello scorso anno.

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