Rossi contro l’ipotesi di secessione

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Il tema sanità ha diviso e, probabilmente, continuerà a dividere gli abitanti del comprensorio. Ad una settimana di distanza dal voto amministrativo, restano sul campo di battaglia alcuni temi principe che hanno caratterizzato questo confronto elettorale. La questione dei distretti sanitari, con la proposta di secessione dall’Asl 11 di Empoli, è sicuramente uno dei temi che maggiormente hanno alimentato il dibattito, arrivando perfino a coinvolgere l’assessore regionale alla sanità Enrico Rossi, che in questi giorni ha avuto modo di intervenire sulla questione.
L’argomento era stato sollevato all’interno del confronto politico per le amministrative di Montopoli: fu la lista di centrodestra capeggiata da Luca Matteoli a porre per prima la questione facendone un proprio cavallo di battaglia. Una proposta che aveva subito riscosso consensi nelle frazioni di Marti e Casteldelbosco: l’ospedale Lotti di Pontedera è veramente a due passi, andare a Empoli, per alcuni, appare paradossale. Il dibattito si è poi allargato agli altri comuni del comprensorio, in particolare a Castelfranco che, insieme a Montopoli, rappresenta il limite occidentale dell’Asl empolese. A pochi giorni dal voto, infatti, anche Paolo Costagli, candidato per la lista “Sicurezza e trasparenza per Castelfranco”, aveva rilanciato la proposta di secessione dall’Asl 11 e l’accorpamento all’Asl 5 dell’area pisana.
Solo una strumentalizzazione – dicevano i contrari -, un falso problema, una sorta di sindrome da zona di confine, perché ognuno è libero di farsi curare dove vuole. Dalla parte opposta della barricata, invece, si puntava il dito contro ritardi e disagi causati dalla lontananza di Empoli. A Orentano, ad esempio, si racconta di ambulanze attese per ben 25 minuti, mentre molti pensionati contestano la mancanza di mezzi pubblici per raggiungere Empoli. Quello che accomuna tutti, però, è senza dubbio la preferenza per Pontedera; in fatto di sanità è il capoluogo della Valdera il punto di riferimento per gli abitanti di Montopoli e Castelfranco: sono una minoranza quelli che scelgono Empoli, sia per le visite che per il pronto soccorso.
«Il problema non esiste – dice l’assessore regionale alla Salute Enrico Rossi -. Ogni persona è libera di scegliere l’Asl a cui rivolgersi su tutto il territorio regionale e nazionale indipendentemente da quella di appartenenza. Il fatto di abitare in zone di confine può addirittura favorire una più ampia possibilità e libertà di scelta. Penso che ai cittadini interessino prima di tutto la qualità e l’efficienza dei servizi, più che l’appartenenza geografica».
Su questo punto, però, nelle scorse settimane, alcuni infermieri dell’ospedale di Empoli che vivono nel Valdarno, avevano lanciato pesanti accuse. Una critica più ampia, non per chiedere una riorganizzazione geografica, ma per contestare il processo di esternalizzazione dei servizi che, secondo loro, avrebbe ridotto il livello di qualità e sicurezza.
Dall’altra parte, si ribatte ricordando che il nuovo ospedale di Empoli rappresenta una struttura all’avanguardia, di tutto rispetto. A dover migliorare – si dice – dovrà essere l’ospedale di Pontedera, in modo da poter accogliere anche quei cittadini del Valdarno che lo scelgono. Un punto sottolineato anche dall’assessore Rossi: «La situazione che si è registrata con l’apertura del nuovo ospedale di Empoli dimostra soltanto che l’ospedale di Pontedera deve essere ulteriormente sviluppato secondo il piano già concordato con l’Azienda, e che le due Asl devono continuare a lavorare in sintonia, come già stanno facendo».
Giacomo Pelfer da “Il Tirreno”, Livorno

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