Montecristo, un’isola laboratorio

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Il mare, anche quello toscano, è un patrimonio da salvaguardare e gestire: una ricchezza ambientale ma anche di risorse da sfruttare. E questi due aspetti devono essere costantemente monitorati. Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, ha scelto l’isola di Montecristo, fiore all’occhiello del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, gestita come area integrale dal Corpo forestale dello Stato come indicatore dell’alta qualità ambientale della regione. E si inserisce in questo contesto la visita nell’isola, nei giorni scorsi, dell’assessore al coordinamento delle politiche del mare Giuseppe Bertolucci. «Gestire un simile patrimonio – spiega l’assessore – significa proseguire in quel percorso che come Regione abbiamo intrapreso sulle politiche del mare, con l’intento di mantenere le nostre unicità sotto stretto controllo, al fine di garantire la loro integrità». L’agenzia da cinque anni conduce campagne scientifiche sulla colonna d’acqua dell’isola per rilevare i parametri chimico fisici e sulla fauna marina che la popola per verificare la loro integrità e il valore di diversità biologica in atto.

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