Non c’è più il cinema Nazionale

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Le poltroncine, sostituite meno di due anni fa, tutte in un magazzino. Insieme allo schermo e al resto dell’attrezzatura per la proiezione. Entro lunedì il cinema Nazionale deve essere smantellato perché i locali che lo ospitavano devono essere consegnati ai nuovi proprietari, la finanziaria Il Quadrifoglio di Genova, società mista che ha acquistato il complesso dell’ex Dopolavoro della Manifattura per trasformarlo in negozi, uffici e magari appartamenti.
Il 31 agosto, infatti, i vecchi gestori del cinema (chiuso dal primo agosto) dovranno consegnare le chiavi dell’immobile (l’unico ancora occupato) alla Quadrifoglio, società che ha acquistato il complesso da Fintecna, società interamente partecipata dal ministero del Tesoro che da qualche anno ha messo in vendita gli immobili pubblici in modo da fare un po’ di cassa.
Questo è quanto è previsto nell’accordo appena siglato dai legali delle parti: l’avvocato Marco Agnitti per i nuovi proprietari e l’avvocato Giuseppe Morbidelli per la famiglia Martini che ha gestito il Nazionale dal dopoguerra a oggi. Per agevolare l’accordo, la finanziaria di Genova pagherà una piccola buonuscita agli ex concessionari del cinema, ma non ha alcuna intenzione di pagare le attrezzature appena rinnovate. Ha già comunicato, infatti, che se lunedì troverà anche solo una poltroncina ancora al suo posto, la considererà di sua proprietà.
Si chiude, così, un pezzo di storia (contemporanea) della città che si prepara a veder sorgere nuove attività al posto del cinema affacciato su piazzale Verdi, dell’ex asilo nido su via Vittorio Emanuele e dell’ex Dopolavoro della Manifattura. Probabilmente saranno realizzate anche alcune abitazioni, visto che una parte minima del complesso ha anche una destinazione residenziale. Ma, stando a quanto annunciato qualche settimana fa dal sindaco, i nuovi appartamenti dovrebbero essere realizzati nella parte dello stabile affacciata su via del Crocifisso. Di sicuro non potranno essere realizzati al posto del cinema Nazionale la cui facciata (con torretta) è vincolata dalla Sovrintendenza.
Al momento non è ancora stato progettato nei dettagli il piano di recupero di questo complesso di vaste dimensioni, anche se è certo che la finanziaria Il Quadrifoglio sia fra i soggetti che hanno partecipato al bando indetto dalla Regione (il Piuss) per ottenere fondi europei con i quali contribuire al rilancio del centro storico. All’inizio di settembre si dovrebbe sapere quali sono i progetti accolti e finanziati dalla Regione per il recupero non solo di aree ma anche di fabbricati nei centri di particolare pregio attraverso progetti “sostenibili”, a basso impatto. E proprio su questi fondi fa affidamento la finanziaria genovese partecipata dalla stessa Fintecna spa che ha messo in vendita i beni dello Stato e da due famiglie di industriali liguri (Barsanti e Cabiati). Non a caso, anche il recupero di questo complesso (come quello della Manifattura Tabacchi) fa parte del Piuss di Lucca, un insieme di progetti (molti sono del Comune) in attesa di finanziamenti. E non a caso i progettisti ai quali la Quadrifoglio si è rivolta per questa operazione sono lucchesi: gli architetti Pieri e Puccetti.
Una volta avute in consegna le chiavi (fra meno di una settimana), comunque, anche il processo di recupero dei vari immobili dovrebbe subire un’accelerazione. Includendo nel restauro anche il seminterrato del complesso nel quale è probabile che venga realizzata una gastronomia di prodotti di alta qualità.

Ilaria Bonuccelli

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