Arezzo, in consiglio provinciale nasce il gruppo della Federazione della Sinistra

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In consiglio provinciale nasce il gruppo della Federazione della Sinistra. Ad annunciarlo sono stati, nel corso di una conferenza stampa, il consigliere provinciale Alfio Nicotra ed il segretario provinciale del Pdci Giancarlo Cateni, che hanno anche colto l’occasione per fare un bilancio dei primi sei mesi dell’opposizione di sinistra alla giunta Vasai . “Se avessimo svolto la conferenza stampa odierna nei primi giorni del 2004 avremmo commentato le dichiarazioni dell’allora Presidente Ceccarelli con la quale si esprimeva grande e legittima soddisfazione per il podio conquistato nell’anno 2003 dalla nostra provincia – hanno affermato Nicotra e Cateni. Eravamo balzati al terzo posto nella qualità della vita delle speciali classifiche elaborate dai due giornali economici Sole 24 Ore e Italia Oggi. All’inizio del 2010 dobbiamo invece registrare il crollo della nostra provincia di 28 posizioni da un anno all’altro . Siamo adesso al 62° posto , una caduta libera figlia certo della crisi economica ma anche di una insufficiente consapevolezza di come questa crisi colpisca il tenore e la qualità della vita dei nostri cittadini – specialmente, ma non solo, gli strati popolari – e dell’incapacità del nostro sistema economico, con le attuali ricette, di trovare da solo una via di uscita che tuteli il lavoro, allarghi diritti, aumenti lo stato sociale. Avevamo per questo – come Prc e Pdci – in sede di discussione del programma elettorale con le altre forze del centrosinistra con le quali avevamo governato insieme, insistito perché si comprendesse l’impatto della crisi e la necessità di una svolta specialmente nelle politiche sociali, per il lavoro e l’ambiente. In particolare abbiamo insistito perché non ci cullassimo gli allori delle buone cose fatte, ma che indicassimo con onestà quale era la situazione di disagio sociale che sul nostro territorio si stava sviluppando e come questa crisi imponesse la necessità di una svolta in grado di prefigurare un nuovo modello di sviluppo. Si preferì la rottura a sinistra alla necessità di mettere questa svolta al centro del programma. Con il risultato che per la prima volta un Presidente di centrosinistra è stato costretto al ballottaggio ma più che altro con una maggioranza che lo sostiene incapace d’imporre quel salto di qualità, quelle idee nuove che sarebbero necessarie per implementare un nuovo modello di sviluppo e una risposta da sinistra alla crisi”. I due esponenti hanno poi commentato le vicende relative a Chimet e rifiuti: “in modo strumentale in campagna elettorale si è cercato di attribuire alla sinistra comunista le ragioni della rottura della vecchia maggioranza. Il fuoco mediatico su di noi ha spesso impedito che se ne comprendessero a pieno le ragioni. Vorremmo dire che i risultati dell’inchiesta Chimet – anche con il probabile rinvio a giudizio di un dirigente della provincia per le deroghe date negli anni all’azienda e considerate illegittime – dicono che le nostre considerazioni non erano peregrine. Anzi, il quadro che emerge dall’inchiesta pubblica prima che da quella della magistratura di cui ancora non conosciamo gli esiti, mette in evidenza una per lo meno inadeguata protezione dell’ambiente e della salute degli abitanti di quei territori. L’incapacità di scegliere strade nuove a quelle dell’incenerimento dei rifiuti d’altronde – con il nodo del raddoppio di San Zeno – segnala la persistenza nell’attuale maggioranza di vecchie concezioni del territorio sovente subalterne ai grandi potentati economici o funzionali all’area fiorentina. La necessità di una valutazione d’impatto sanitario e ambientale dell’area della Valdichiana interessata dal concentramento d’impianti inquinanti ci sembra oggi un terreno irrinunciabile per comprendere a che punto siamo e come sia stato compromesso quel territorio”. Nicotra e Cateni hanno poi offerto un quadro dell’attività di opposizione in consiglio provinciale. “Questi sei mesi di consigliatura, hanno evidenziato un ruolo attivo del gruppo Prc/Pdci , che, pur ridotto ad un solo rappresentante, si è caratterizzato per l’iniziativa politica, la ricerca di consensi più vasti, la serietà degli argomenti portati, la preparazione degli stessi. Siamo il gruppo consiliare che ha presentato più mozioni ricercando su di esse anche la sottoscrizione o il voto delle altre forze di centrosinistra. La provincia ha approvato importanti mozioni su nostra iniziativa, come quella contro l’aumento dell’età pensionabile delle donne, contro al chiusura di Radio Radicale, per evitare il cumulo degli incarichi negli enti su una stessa persona e per porre un limite di due mandati, il premio per la pace dedicato alla Presidente di Emergency, per il superamento dei vincoli del Patto di Stabilità sui bilanci degli enti locali, per le necessarie iniziative affinché l’orario invernale delle ferrovie non si traducesse nell’ennesimo taglio dei treni da e per la nostra provincia. Così sono su nostra iniziativa che si sta assumendo una mozione proposta dalla commissione per la valorizzazione del germoplasma della nostra provincia o su nostra sollecitazione che si è dato avvio ad un progetto per l’uso sociale di Villa Severi o su una nuova attenzione dell’ente al mondo carcerario e al carcere di Arezzo. Nostra l’insistenza sulle aziende in crisi. Siamo stati i primi a sollevare il caso Eutelia quando su di essa c’era una cappa di silenzio complice. Non è un caso che Samuele Landi dopo la sua impresa squadristica non abbia trovato di meglio che denunciare il nostro capogruppo provinciale semplicemente per aver detto come erano andate le cose. Il nostro voto contrario al bilancio è invece dovuto dall’incapacità di mettere, come era avvenuto nel programma elettorale di Vasai, al centro di esso la crisi economica e le proposte di un nuovo modello di sviluppo”. Dopo queste considerazioni è stato annunciata la nascita del nuovo gruppo: “il gruppo Prc/Pdci cambia nome: si chiamerà Federazione della Sinistra. Vuole diventare cioè un punto di riferimento per l’aggregazione non solo dei due partiti comunisti ma anche della sinistra dispersa in questi anni di sconfitte e di errori. Vogliamo aggregare forze dopo troppi anni di divisione. Vogliamo costruirla sui contenuti, mettendo al centro il mondo del lavoro e i diritti degli ultimi : precari, anziani, migranti. Una sinistra ambientalista e solidale, in grado di essere punto di riferimento anche per la rifondazione della politica e della democrazia. Il nostro è un progetto aperto verso tutti coloro che ritengono che in Italia senza una sinistra non è possibile cambiare la nostra società. In consiglio provinciale avanzeremo iniziative e proposte per la costituzione di un fondo anticrisi, per lavoratori e precari che perdono il posto di lavoro e non sono più in grado di pagare mutui, affitti, bollette di acqua, gas e luce; una politica di contrasto al carovita, con una rinegoziazione delle tariffe con gli enti e società erogatori (acqua e rifiuti in particolare); l’avvio delle procedura della valutazione complessiva d’impatto sanitario intercomunale nella Valdichiana coinvolte dall’inceneritore di San Zeno e da aziende come la Chimet; il varo di un piano energetico provinciale basato sulle energie veramente pulite- a cominciare dalla copertura con pannelli fotovoltaici di scuole e di edifici di proprietà della provincia. Ripresenteremo la nostra mozione, bocciata dal centrosinistra, perché la provincia autorizzi solamente piccole centrali a biomasse a filiera esclusivamente corta. Implementare l’eolico e il risparmio energetico; rilanciare il trasporto Pubblico Locale in alternativa all’auto, sia quello su gomma che quello su rotaia, valutando anche la possibilità di una stazione sulla direttissima.