Pap test lumaca a Livorno, Taradash e Mugnai (Pdl) alla Regione “Ovviare all’incresciosa situazione, anche semmai con nuove assunzioni”

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Livorno – La Asl 6 di Livorno chiama le donne al pap test nell’ambito di un progetto di screening e poi, dopo quattro mesi, ancora non ha inviato i risultati. Sarà possibile? O che screening è? Se lo domandano i Consiglieri regionali del Pdl Marco Taradash e Stefano Mugnai (Vicepresidente Commissione Sanità) che, saputa la notizia, oggi hanno presentato alla giunta regionale un’interrogazione urgente destinata al dibattimento in aula in una delle prossime sedute del Consiglio regionale.

Taradash e Mugnai hanno tutta l’intenzione di far luce sui perché e i per come di una lentezza che rischia di inficiare l’efficacia stessa del progetto sanitario di screening della popolazione. Per questo al governatore toscano Enrico Rossi e all’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia chiedono «iniziative per ovviare a questa incresciosa situazione», domandando anche «quanti operatori siano addetti a quel laboratorio analisi» e «se le inefficienze siano dovute a carenze di personale o nell’organizzazione del servizio». Con un suggerimento: «Mettere in atto un piano straordinario di assunzioni per fronteggiare le attuali disfunzioni».

Fin qui i quesiti. Prima, però, l’interrogazione ricostruisce i contorni della vicenda. Il caso è quello «di un’operatrice sanitaria dell’Asl6 che il 22 aprile 2011 si è sottoposta a un pap test invitata dall’Asl stessa sulla base del progetto di screening della popolazione». Ebbene, scrivono Taradash e Mugnai, «a tutto il 31 agosto 2011, la signora non aveva ancora ricevuto l’esito dell’esame».

«Nel luogo deputato al ritiro delle risposte – si legge nel documento – nessuno è stato in grado di darle informazioni. Essendo la signora un’infermiera, ha chiamato direttamente il reparto dove vengono analizzati i vetrini con i campioni. “mi hanno detto – racconta la signora secondo l’interrogazione – che il vetrino è arrivato il 23 aprile, quindi il giorno dopo aver effettuato l’esame. Ma poi è restato lì, visto che mi hanno detto che l’esame citologico non era stato fatto perché non c’è abbastanza personale e quindi sono in ritardo” e ancora “visto che è trascorso così tanto tempo, mi vengono dubbi sulla validità che ora può avere il materiale da analizzare”».

I fatti, secondo il Pdl, parlano chiaro: «L’Asl 6 non è in grado di operare secondo criteri di efficienza e di rispetto dei diritti dei cittadini, dai tempi di attesa per analisi e visite al rilascio delle risposte delle stesse. La carenza di personale è, secondo fonti sindacali, oramai a livelli emergenziali. Tutto questo, insieme all’evidente mancanza di programmazione, fa sì che il cittadino perda ogni giorno di più la fiducia nell’Azienda Sanitaria livornese sia per la qualità che per il livello di assistenza fornito, e si rivolga altrove». Che fare? Questo dovrà dirlo la Regione.

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