Tasse, ancora tasse. Ma la crescita?

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Da Massimo Vivoli, Presidente Regionale Confesercenti, ricevimao e pubblichiamo

Firenze – Senza crescita e con un debito pubblico che aumenta non si va da nessuna parte. Alla quarta versione, la nuova manovra finanziaria, blindata con il consueto voto di fiducia, è ormai legge dello Stato. Ne occorrerà un altra forse nelle prossime settimane? Già se ne parla dal momento che quella varata ieri è stata tarata su una previsione di crescita che nel prossimo biennio purtroppo non ci sarà come segnalano tutti i Enti di ricerca.

La nostra opinione è che la manovra odierna presenta limiti e iniquità: 54 miliardi di euro per il 70% realizzati con nuove tasse e il 30% ottenuti da tagli prevalentemente agli Enti Locali. Dal punto dei vista dei saldi i conti sono stati fatti tornare, grazie all’aumento dell’IVA che alimenterà una pericolosa crescita dei prezzi, un’ulteriore caduta dei consumi e quindi un nuovo impulso alla recessione.

L’esercizio politico di spostare le poste di bilancio come fossero birilli, di annunciare provvedimenti draconiani e poi annacquarli se non costretti a ritirarli, ha dimostrato che anche in questa vicenda ha prevalso l’improvvisazione, la sottovalutazione della gravità dei problemi che attraversano la nostra economia, la scarsa serietà della classe dirigente che governa il Paese.

Alla luce di questo scenario davvero preoccupante ci si poteva augurare un sussulto di consapevolezza evitando almeno la fiducia che ha impedito ogni miglioramento ed un rafforzamento delle misure a sostegno della crescita e dello sviluppo. Nulla di tutto ciò è presente in questa manovra. Mancano misure e incentivi per il recupero della produttività, a sostegno dell’innovazione, della competitività della nostra economia. Non un euro è stanziato per facilitare il credito alle PMI ed ai loro Consorzi Fidi, ne uno straccio di provvedimento è stato preso per rifinanziare opere nel campo delle infrastrutture e della mobilità.

Sul fronte della riduzione dei costi della politica e del riordino istituzionale le molte enunciazioni sono state annacquate o rinviate a modifiche costituzionali.

Anche sul tema della evasione ed elusione fiscale, finora tollerata se non incentivata, le misure adottate rischiano di essere solo provvedimenti di pura facciata. Spot duri nella forma deboli nella sostanza. Infatti nulla di concreto è previsto per contrastare il gigantesco fenomeno della produzione e contraffazione di falsi, di misure contro l’abusivismo commerciale, atti per il rafforzamento della tracciabilità dei pagamenti nelle triangolazioni finanziarie, tutte forme più o meno illecite , gestite dalle mafie e che sono in gran parte alla base di questo fenomeno.

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