Finanziamenti, parla Cosimi

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LIVORNO. Soltanto due candidati a sindaco – Cosimi e Cannito – hanno depositato in Comune il rendiconto delle loro spese elettorali. Due sui cinque che ne hanno il dovere. Due anche le liste che hanno concorso per la formazione del consiglio comunale hanno presentato i propri documenti: Partito democratico e Italia dei valori.
La legge. La legge 81/93, quella che ormai sedici anni fa ha introdotto l’elezione diretta del sindaco, prevede all’articolo 30 che chiunque partecipa alle elezioni comunali (candidati sindaci e singole liste) presenti un rendiconto delle spese sostenute in campagna elettorale e indica anche una scadenza: un mese dopo la fine della campagna elettorale stessa. Scadenza che è ampiamente passata. E’ compito, poi, dei Comuni, in sede di Statuto, disciplinare le modalità di presentazione di questi rendiconti. Lo Statuto del Comune di Livorno ha deciso di esentare da quest’obbligo i soggetti che non hanno eletto alcun rappresentante.
Ne consegue che dei nove candidati a sindaco, cinque (Alessandro Cosimi, Marco Taradash, Marco Cannito, Tiziana Bartimmo e Gianfranco Lamberti) devono presentare il loro rendiconto e quattro (Sergio Bertini, Patrizio Rossi, Bruno Lo Porto e Natalina Vadalà) no. Quanto alle liste dei candidati consiglieri, erano in sedici a concorrere. Otto hanno ottenuto consiglieri e dunque devono depositare il loro rendiconto. Si tratta di Pd, Italia dei valori, Pdl, Governare Livorno, Città diversa, Prc-Pdci e Confronto per Livorno. Le altre otto rimaste fuori (Livorno città aperta, Lega,Verdi, Sinistra critica, Udc, Identità e territorio, Tutti insieme per Livorno e Moderazione popolare) non hanno alcun obbligo.
I presenti. Cosimi ha presentato un resoconto dettagliatissimo della sua campagna elettorale. Lo pubblichiamo in questa stessa pagina, sottoscrittore per sottoscrittore. Marco Cannito si è limitato a produrre un documento nel quale attesta di avere speso 11.235 euro, senza dettagliare la ripartizione delle spese e senza far menzione delle fonti di finanziamento. «Sono risorse che derivano dall’autotassazione dei nostri candidati – precisa – non abbiamo beneficiato di alcun finanziamento esterno. E il dettaglio dei costi manca perché siamo in attesa che la giunta predisponga lo schema del modulo, come da Statuto».
Chi manca. Gli altri tre candidati a sindaco eletti in consiglio – Taradash, Lamberti e Bartimmo – invece non hanno ancora fatto sapere niente sui costi della loro campagna elettorale. «Depositeremo nei prossimi giorni», dice Marco Taradash. Qualche anticipazione sui finanziatori? «No, non ne faccio», risponde secco. Gianfranco Lamberti (Confronto) afferma che gli addetti a questi aspetti, vale a dire Stefano Fantoni e Giuseppe Nieri, stanno concludendo il rendiconto che sarà depositato lunedì. «In tutto sarà di circa 30mila euro – anticipa l’ex sindaco – frutto di una sottoscrizione diffusa fra i soci della nostra associazione». Quanto a Tiziana Bartimmo, il totale della sua campagna elettorale, dicono da Rifondazione comunista, è di 9mila euro e comprende anche le spese delle elezioni provinciali. Tutti soldi provenienti dal partito.