Livorno Energie rinnovabili, Toncelli:” daremo risposte con atti concreti”

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“Prendo spunto dalla comparsa sulla stampa di mie presunte dichiarazioni per chiarire la mia posizione che è diversa da quella riportata.” Afferma Cristiano Toncelli – Assessore all’Energia della Provincia di Livorno.
“Lo sviluppo delle energie rinnovabili è uno degli obiettivi prioritari di questa amministrazione, e quindi anche mio, ma esso pone problemi che devono essere affrontati. E’ di questi giorni il dibattito circa il pericolo che la realizzazione di grandi campi fotovoltaici in aree agricole, stimolata anche dalla crisi di redditività che colpisce il settore, possa far perdere al nostro territorio la sua vocazione primaria. Questa preoccupazione è reale ed è mio interesse, come di tutta l’amministrazione, darvi risposta con atti concreti.”
“E’ anche di attualità la discussione sulla centrale a biomasse della società Porto Energia. Le biomasse rispetto all’olio minerale hanno il vantaggio di non accrescere la quantità di CO2 nella nostra atmosfera ma è evidente” conclude Toncelli “che la realizzazione di impianti debba essere sempre commisurata alla situazione ambientale del territorio e ad essa siano associate ulteriori ricadute che consentano di chiudere un ciclo complessivamente positivo.”
La Provincia chiarisce che l’impianto proposto è innovativo nella sua concezione. L’iter autorizzativo ha quindi applicato criteri più restrittivi rispetto alle normative esistenti. In particolare il limite imposto alle emissioni di polveri (PM10) è stato fissato a 30 microgrammi per metro cubo, al di sotto quindi della normativa che consente fino a 50 microgrammi e imponendo comunque, nel caso di superamento del limite ridotto di 30 microgrammi, l’istallazione di filtri.
Va detto anche che un’ulteriore prescrizione prevede che la centrale fornisca calore sotto forma di vapore agli impianti industriali vicini che quindi potranno spegnere le proprie caldaie.
L’ubicazione in area portuale della centrale consentirà inoltre di dare finalmente seguito ai progetti di infrastrutturazione delle banchine per consentire alle navi di ricevere energia da terra e spengere i propri motori.
Infine si chiarisce che il carburante indicato dal proponente è prioritariamente olio di colza poi di Jatropha e, solo in ultima analisi, di palma ma in ogni caso esso dovrà provenire, come previsto dall’Unione Europea, da colture certificate non derivanti quindi da deforestazione o eradicazione di piantagioni destinate alla produzione alimentare.
La jatropha, in particolare, è una pianta che cresce in aree semidesertiche dove altre colture non sono possibili e quindi può contribuire alla creazione di una economia nuova in territori altrimenti soggetti ad emigrazione.
L’iter autorizzativo ha quindi seguito criteri rigorosi e rispettosi di tutte le normative esistenti ed ha coinvolto 14 soggetti tra Enti pubblici ed altre Istituzioni.