La Grappa del Trentino alla conquista dei mercati del Centro Sud

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Non poteva mancare la Grappa del Trentino, uno dei prodotti più importanti d’Italia, alla terza edizione di Acquavite Italia, l’evento che si svolgerà da venerdì 29 a domenica 31 gennaio presso la Rocca Paolina di Perugia, nel cuore dell’Umbria. Un appuntamento che metterà in mostra distillati provenienti da tutta Italia e dove quella del Trentino sarà tra le grappe più ricercate dagli appassionati. Nello stand dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino saranno presenti le grappe autoctone vincitrici della medaglia d’oro Anag nel 2009. Le distillerie Pezzi e Bertagnolli per la grappa di Teroldego; Pilzer con la Nosiola; Dalla Valle e Vettorazzi per il Pinot Nero; Pisoni con la grappa di Moscato. Inoltre saranno presenti le distillerie Marzadro, Segnana e Giovanni Poli per la medaglia d’oro nella categoria invecchiate.

«Quello del Centro – Sud è un mercato per noi in divenire – commenta il Presidente dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino, Beppe Bertagnolli – in cui sicuramente tanto abbiamo fatto in questi ultimi anni, ma tanto ancora c’è da fare e per questo è per noi importante essere presenti in occasioni come questa dove non solo ci possiamo far conoscere ad un pubblico nuovo, ma anche mettere il nostro prodotto a confronto con gli altri d’ Italia». Secondo recenti dati il Nord Ovest e il Nord Est contano rispettivamente per il 36 e 34 per cento dei consumi nazionali di grappa mentre il Centro (Sardegna inclusa) vale il 20% ed il Sud con le sue isole il 10%. Il dato sarebbe tuttavia in crescita.

La Grappa del Trentino è tra i distillati più antichi d’Italia. Oltre alla qualità della materia prima a distinguere il prodotto del Trentino è infatti proprio la tradizione che da tempo ha portato i distillatori a non guardare alla quantità, ma alla qualità attraverso l’impiego del sistema trentino “bagnomaria” che consente di riscaldare le vinaccia in modo indiretto. Si utilizzano alambicchi discontinui caricando nella cucurbita (il paiolo) la vinaccia insieme ad acqua e proprio qui sarà riscaldata lentamente. Fu proprio un trentino a progettare questo tipo di alambicco, Tullio Zadra. Oggi quello del “bagnomaria” è il sistema più utilizzato in Trentino perché nonostante sia più costoso e più impegnativo a livello di lavorazione, rende migliori profumi e aromi delle grappe.

Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve aromatiche (40% del totale), quella destinata all’invecchiamento (circa il 35%) e quella da vinacce miste (circa il 25% della produzione). Il fatturato medio annuo che la grappa genera in Trentino è calcolato intorno ai 15milioni di euro per l’imbottigliato e 2milioni di euro per quanto riguarda la materia prima.
L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è nato nel 1960 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 29 soci dei quali 21 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”.