Famiglie in crisi e questioni di coscienza

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   Lo Zoom di Tommaso Soldi

Mercoledì 29 Dicembre è stato pubblicato dall’Istat la “Distribuzione del reddito e le condizioni di vita in Italia”. Sembra quasi che, con il trascorrere degli anni, invece di assistere ad una progressiva stabilizzazione delle condizioni di vita delle famiglie Italiane a livello economico, si crei sempre più la forbice ricchi – poveri.

E per chi si prepara al nuovo anno con la speranza nel cuore che la crisi economica si attenui, deve invece prepararsi ad affrontare nuove spese, circa 1000 euro in più per famiglia in un anno, e nuovi aumenti dei prezzi, in particolare quelli delle Ferrovie dello Stato e della benzina. Insomma il quadro presentatoci in questi giorni fa riflettere.

Secondo il rapporto Istat pubblicato giorni fa il reddito netto medio delle famiglie Italiane è sceso, in termini reali, del 2,1%, dato l’aumento dell’inflazione che nel 2008 è cresciuta del 3,3%. Come se non bastasse, ne risulta anche che un qualsiasi imprevisto, come la riparazione dell’auto o di un elettrodomestico, potrebbe mandare in panne l’economia di una famiglia, perché, alle condizioni attuali, non più capace di far fronte a spese impreviste di circa 750 euro.

Se sommiamo questi dati al panorama delle piccole e medie imprese che continuano a chiudere con la conseguenza dell’incremento della disoccupazione e del precariato, è naturale che salga l’ansia. E nel 2011 è, a parer mio, inaccettabile che si vada sempre più verso un moderno medioevo sociale: tanti poveri e pochi ricchi. E in effetti non è raro vedere un anziano Italiano cercare qualcosa da mangiare o da vestire nei cassonetti della spazzatura, vedere padri e madri che non arrivando con le loro forze alla fine del mese si fanno aiutare dalle pensioni dei propri genitori, vedere anche qualche ragazzo o ragazza giovani, italiani, suonare il campanello per vendere un asciughino ricamato a mano, dato che lavoro non ce n’è, aiuti dal Governo non si vedono ma i figli da crescere ci sono.

Se da un lato è questo lo scenario in cui si muovono oggi  molte persone, da un altro invece  si scorgono persone che girano con macchine da 100.000 euro, che si permettono il ristorante tutte le settimane, che acquistano vestiti costosissimi perché, d’altra parte in qualche modo devono spendere le loro ricchezze, e che percepiscono stipendi, anche a livello Statale per gli alti funzionari, di qualche decina di migliaia di euro al mese.

In mezzo a queste due, chiamiamole, fazioni, ci sta la politica con i suoi governanti  che invece di lavorare per il bene comune e per un maggiore equilibrio economico, pensano ad offendersi, litigare, che parlano di bene del Paese ma si limitano solo a far crescere il bene di una parte del Paese.

Mi permetto, forse con un po’ di presunzione, di dare risposta a questo panorama sociale e politico:

è una questione di coscienza.

Ci sono famiglie, e per onestà intellettuale si deve riconoscerlo, che pur non avendo la possibilità economica, si acconsentono sempre le vacanze, acquistano oggetti a rate, comprano appartamenti con il  mutuo, insomma si concedono ciò che va al di la delle loro possibilità, rateizzando tutto dalle piccole cose ai beni immobili grazie all’opportunità di acquistare tutto oggi pagando in futuro. No. Forse è anche così che si è indebitata l’Italia.

Prima, e ciascuna persona che ha vissuto gli anni successivi alla seconda guerra mondiale può testimoniarlo, la gente comprava solo quello che poteva permettersi e se una volta non si andava al mare e si restava a casa, non moriva nessuno. Oggi invece ogni occasione di festa è un’opportunità per fare “vacanza” e nei  “ponti” dei giorni festivi milioni di italiani si mettono in viaggio. Quindi, da un lato è vero che molte persone oggi sono sull’orlo della povertà ma da un altro è altrettanto vero che forse in Italia ci siamo permessi un tenore di vita troppo alto rispetto alle reali potenzialità di ognuno.

Qualche decina di anni fa non c’erano auto nelle famiglie, poi si è arrivati ad averne una, adesso ogni membro della famiglia ha la propria macchina. Mentre in passato un bene di consumo veniva utilizzato da tutto il nucleo familiare ed era di proprietà della famiglia, oggi  i beni sono di proprietà personale; in famiglia  ogni persona ha un personal computer, un cellulare e quando non basta se ne posseggono due, così come tutti hanno una macchina fotografica digitale e si concede almeno una pizza al mese.

Secondo i dati Istat, il panorama socio economico attuale e prossimo, le condizioni di ogni famiglia non sono positive. Dobbiamo quindi allarmarci, ma dobbiamo anche riflettere sulle nostre scelte, altrimenti si cade nel solito errore di chiedere continuamente diritti ma di non assumerci i propri doveri.  Adesso più che mai abbiamo, invece, il dovere di smettere di pensare solo a ciò che è nostro e guardare un po’ di più al benessere generale della gente, perché nessuno nel 2011 dovrebbe morire di freddo per aver trascorso la notte su una panchina, nessuno dovrebbe più “cenare” davanti ai cassonetti, in quanto ogni persona, chiunque essa sia, ha una dignità che deve essere difesa. A volte si può rinunciare a una pizza o al cinema…ma è solo una questione di coscienza.

Tommaso Soldi