Paese Legale e Paese Reale

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LO ZOOM di Tommaso Soldi

Paese legale e Paese reale

 

Chi ha aperto il vaso di Pandora? In Italia sta succedendo di tutto e nessuno ci sta capendo più niente. Nei lontani e, verrebbe da dire, al tempo stesso contemporanei tempi dell’Unità d’Italia il nostro Paese era caratterizzato da un dualismo non di poco conto: Il Paese Legale e il Paese Reale. I Governi di allora non furono molto attenti alle classi popolari che versarono in uno stato di povertà e arretratezza. Il Governo di oggi, la politica attuale, sta facendo lo stesso errore. Stesso dualismo, stessa spaccatura.

Se, utopisticamente, pensiamo che la classe dirigente Italiana dovrebbe star lì per lavorare ed impegnarsi per il bene dell’Italia, se pensiamo che questo Governo e questo Parlamento potrebbe risolvere alcune questioni urgenti, ci stiamo sbagliando. Oggi non contano gli ideali, non contano i valori, non contano i buoni propositi, ciò che conta sono i soldi! Perché quelli sono l’unico valore che sembra appartenere a questa classe politica.

Mentre la Camera e il Senato, Palazzo Chigi e i vari Ministeri hanno perso il loro ruolo di Istituzioni rendendosi protagonisti di uno spettacolo senza senso e senza logica, la gente comune, i nostri Italiani, si sentono senza uno Stato, senza Istituzioni, senza punti di riferimento a cui affidarsi. Ma la cosa importa poco, ciò che conta è assicurarsi per un’altra legislatura il ruolo di parlamentare, garantendosi quello stipendio mensile che tanti Italiani, lavorando sodo, vedono in un anno.

E in Italia, quindi, si profilano due volti, due Paesi uniti solo territorialmente. Quello del successo facile, del guadagno facile, dell’agire senza moralità e coscienza e quello, invece, della gente onesta, delle persone che giorno per giorno, come piccoli eroi nascosti nell’ombra, che non saranno mai citati nelle pagine di storia o nelle vie delle Città, lavorano con costanza e sacrificio, vivono nella semplicità e rispettando la legge.

Renzo, 22 anni, consigliere Regionale della Lombardia. Percepisce uno stipendio da favola, circa 8 volte superiore allo stipendio medio degli Italiani. Bocciato più volte all’esame di maturità ha dichiarato di non aver tifato per l’Italia durante i mondiali di calcio e di non essere mai sceso più giù di Roma.

Marco Cancellara, 19 anni, studente universitario. Diplomato al Liceo Classico con 100 e lode ha deciso di mettersi alla prova sostenendo il test d’ingresso per l’Università Bocconi a Milano. Lo supera. Parte alla volta di Milano, da solo, a 19 anni e affronta due sfide importanti: laurearsi in economia alla Bocconi e imparare a cavarsela da solo. Marco, una volta laureato, dopo tanti sacrifici, anche economici, dovrà conquistarsi il suo posto di lavoro e non gli sarà facile assicurarsi uno stipendio adeguato per potersi sposare, avere dei figli, insomma, vivere serenamente senza troppi problemi.

Sergio, manager Italiano. Percepisce uno stipendio tra i 4 e i 5 milioni di euro all’anno. Roberto, comico Italiano. Per aver partecipato ad una serata di un importante trasmissione televisiva ha percepito un compenso di 250.000 euro. Michele, conduttore televisivo di gran successo. Percepisce più di 700.000 Euro annui. In più occasioni ha denunciato lo stipendio dei Parlamentari, di gran lunga inferiore al suo. Antonio, Alessandro e Francesco, protagonisti del Calcio Italiano. Calciatori amati e acclamati. Percepiscono qualche milione di euro all’anno. Gigi, Luca, Lino, Sabrina, attori Italiani. Baciati dalla dea fortuna e avvolti costantemente dal successo, percepiscono dagli 80.000 euro ai 200.000 euro a puntata per ogni fiction televisiva.

Sabrina, dipendente di una impresa Toscana. Il suo stipendio è di 800 euro al mese, paga 400 euro di affitto. Stefano, dirigente aziendale. Percepisce circa 2000 euro al mese. Maria, impiegata di 42 anni. Guadagna 1200 euro mensili. Luigi, sposato con una figlia. Disoccupato da 2 anni. E ancora, Francesco, 30 anni. Laureato in lettere. Insegnante precario. Marina e Wilma, pensionate. Vivono con 500 euro scarsi di pensione. Lorenzo, imprenditore. A causa della crisi economica e della quasi totale assenza del Governo e delle banche a sostegno delle piccole e medie imprese, è stato costretto a chiudere la sua azienda. Franca, sposata con una figlia. Si alza la mattina alle 6.00 per andare a lavorare e il suo stipendio è di 1000 euro il mese. Non va in vacanza da 5 anni e arriva con fatica alla fine del mese.

Due Paesi, due volti diversi. Un’ Italia che soffre. Non c’è solo il bunga bunga, a ballare, qui, sono le sorti delle famiglie Italiane. E intanto la politica continua a giocare la sua partita di Risiko.

 

Tommaso Soldi

 

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