Prima Assemblea Nazionale di FLI: “Siamo noi il vero centrodestra”

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Fini durante il suo intervento
Roma – Domenica 6 marzo, un mese dopo la costituente di Milano, il FLI è tornato a radunare la propria base a Roma per la Prima Assemblea Nazionale dei Circoli.

Sul palco del cinema Adriano, prima del Presidente della Camera, sono saliti Italo Bocchino e Benedetto Della Vedova. Tra gli altri seduti in prima fila c’erano Flavia Perina, Adolfo Urso e Umberto Croppi. Alle loro spalle una platea di militanti provenienti da tutta Italia.

Il capogruppo dei deputati di FLI Della Vedova ha chiesto che «siano congelati subito i beni libici in Italia», evitando che possano essere venduti per «comprare le armi usate per sparare sui ragazzi che manifestano contro Gheddafi». L’ex radicale ha inoltre ribadito il suo impegno per una politica che affronti in modo laico i temi etici.

Italo Bocchino invece ha lanciato due sfide all’asse PDL-Lega. Il vicepresidente di FLI ha dichiarato l’opposizione dei parlamentari finiani al provvedimento che taglia gli incentivi alle energie rinnovabili e ha chiesto interventi a sostegno della scuola pubblica, a cominciare da un aumento del 30% degli stipendi degli insegnanti.

Ma è l’intervento di Gianfranco Fini che scalda la platea e indica la collocazione politica di un partito che rivendica di essere «il vero centrodestra». Quella avanzata del Presidente della Camera è «un’altra idea del centrodestra, alternativa sia al PDL che alla sinistra». Secondo Fini in entrambi gli schieramenti manca una vera spinta riformatrice. Maggioranza di governo e opposizione di sinistra rappresentano «due assetti “conservatorinel senso più deteriore del termine, due forze che non sono in grado di apportare alcun cambiamento». Per rilanciare l’economia e la produttività secondo il leader di FLI bisogna puntare «sull’università, sui centri di ricerca, sull’eccellenza, sulla qualità e non sulla quantità, sulla sinergia tra capitale e lavoro».

Anche per questo Fini si è espresso in favore di una politica che sia attenta agli stimoli e alle proposte che vengono dall’associazionismo, dalla rete e dal mondo della cultura.

Paolo Fragomeni

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