Nucleare in Italia: Warning

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Lo ZOOM di Tommaso Soldi

 

Marzo 2011, il Giappone viene sconvolto da uno dei terremoti più violenti degli ultimi tempi. Lo tsunami si porta via case, automobili, strade, ma soprattutto tante vite umane. La geografia di questo Paese muta, la vita quotidiana dei Giapponesi cambia. L’emergenza nucleare si dilaga.

In questo panorama si è riaperto il dibattito sul nucleare in Italia, fra mille dubbi e poche certezze.  Proprio come sul caso Ruby, anche su questo tema gli Italiani si dividono in due schieramenti. Anche la scienza e la medicina si dividono in chi sostiene che il nucleare sia pericoloso e  chi, invece, dormirebbe tranquillo con le scorie radioattive sotto il letto.

L’Europa, dopo i fatti accaduti di recente, si mette in allerta. La Germania è decisa nel chiudere 7 centrali elettronucleari incentivando la green economy e sviluppando ulteriori energie pulite. Altri Paesi chiuderanno quelle più vecchie, aumentando i sistemi di sicurezza. L’Unione Europea, dal canto suo, ha adottato una misura importante: testare, sotto stress, tutte le centrali nucleari non di ultima generazione presenti in Europa.

Giornali e telegiornali hanno dato grande spazio alla situazione Giapponese e al pericolo delle radiazioni, ma molti Italiani, ancora una volta, sembrano affidarsi troppo alla volontà e alle decisioni dello schieramento politico che appoggiano. Ma il referendum di Giugno di avvicina. È curioso vedere come i cittadini del nostro Paese facciano riferimento alla sola informazione dei media, dato che le amministrazioni locali incentivano poco momenti di riflessione su temi che non riguardano il centro destra o il centro sinistra, non sono battaglie dell’On. Di Pietro contro Berlusconi e non sono, non devono essere, strumenti di consenso. Il contenuto del referendum è una questione Nazionale che interessa e riguarda tutti. E il mondo Istituzionale dovrebbe avere il compito di promuovere una serie di incontri per i cittadini, con esperti in materia giuridica, economica, scientifica, ambientale, per informare, oggettivamente, chi poi dovrà dire un sì o un no ai vari quesiti. Ma ancora una volta la politica si dimostra solo un campo di battaglia in cui, però, si giocano le sorti degli Italiani.

L’Italia tuttavia è in una posizione di vantaggio e non ce ne rendiamo conto. Siamo uno dei pochi Paesi Europei che non ha centrali nucleari e in una fase in cui i nostri vicini stanno rimettendo in discussione le loro scelte, noi dovremmo cavalcare l’onda promuovendo sistemi nuovi e ecosostenibili. Invece di investire miliardi di euro per centrali nucleari, perché questi sono i costi, potremmo utilizzare le stesse risorse economiche investendo sul fotovoltaico, con l’impianto di pannelli fotovoltaici su tutte le nuove costruzioni. Dovremmo investire sulle micro centrali a fotovoltaico per le aziende agricole e le imprese. Dovremmo puntare sull’eolico, dando poco ascolto a chi sostiene che rovina i nostri paesaggi, dato che il nucleare, a volte, sa far di peggio. Insomma ci sono tanti altri modi alternativi oggi più convenienti, il punto è capire se la questione in gioco debba andare a vantaggio degli italiani o degli interessi di qualcuno.

 

Tommaso Soldi

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