Processo breve, il giorno decisivo. La votazione alle 22

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Roma – Alla Camera si va avanti a ritmi serrati con la discussione sul processo breve. Nella seduta notturna di ieri, terminata alle 23.30, la tensione tra maggioranza e opposizione è sfociata nell’attacco del Pdl nei confronti della vicepresidente della Camera Rosi Bindi, che ha concesso 15 secondi di tempo per l’intervento di ogni deputato della minoranza nonostante fosse già finito il tempo di discussione a titolo personale.

Secondo il capogruppo Fabrizio Cicchitto la Bindi “si è assunta la responsabilità di una violazione gravissima del regolamento”. Ma la Bindi si dice “serena” per la scelta fatta, “presa in accordo con il presidente della Camera e assunta a tutela del Parlamento”.

Intanto questa mattina, alle 9.30, sono ripresi i lavori. Il voto finale è previsto per le 20.00 di oggi ma, poiché ci sono ancora 160 votazioni da affrontare per portare a termine la discussione parlamentare, è probabile che si vada ben oltre l’orario previsto.

La discussione è ricominciata dagli emendamenti all’articolo 3, quello sulla prescrizione breve che riguarda più da vicino i processi del premier. Per permettere ai rappresentanti del governo di partecipare alla votazione, ancora una volta il Consiglio dei ministri previsto per oggi è stato convocato alle 14.30 alla Camera, durante la pausa dei lavori parlamentari. Senza il sostegno dei ministri, infatti, la maggioranza non ha i numeri in aula.

La giornata è cominciata in un clima surriscaldato. All’inizio del dibattito i deputati Pd e Idv hanno ripreso subito un duro ostruzionismo, intervenendo in massa nella discussione sul processo verbale, ma i tempi sono stati contingentati tanto che il democratico Giachetti ha criticato il presidente della Camera Gianfranco Fini, “il peggior presidente per l’opposizione per le decisioni sui tempi assegnati alle minoranze”. Il leader dell’Udc Casini è invece intervenuto in difesa Fini: “Sono allibito, Giachetti usa parole incongrue”.

Il responsabile giustizia del Pd Andrea Orlando ha fatto sapere che il loro ostruzionismo “non è di semplice testimonianza ma è finalizzato a un chiaro obiettivo”. Più verrà ritardata l’approvazione questa legge – spiegano dal Pd – meno potrà essere utilizzata dall’imputato Silvio Berlusconi. Il portavoce di Iniziativa Responsabile Francesco Pionati da parte sua ha confermato che il proprio gruppo “voterà senza incertezze e tutto compatto la riforma”.