Berlusconi: “Patto tra Fini e giudici” La replica: “Menzogne indimostrabili”

0
90

Milano – Dal Teatro Nuovo di Milano, dove è andato a sostenere la ricandidatura di Latizia Moratti a sindaco della città, Silvio Berlusconi ieri è tornato ad attaccare il presidente della Camera e la magistratura. E lo ha fatto con accuse gravi.

Dopo aver ribadito che “il berlusconismo non è al tramonto, e a Milano supereremo i 53 mila voti delle ultime elezioni”, di fronte alla platea di sostenitori del Pdl il presidente del Consiglio ha affermato che l’ex alleato Fini sta tramando alle sue spalle in combutta con la magistratura. “Fini ha stretto un pactum sceleris con i giudici: ‘Voi mi proteggete e perseguite Berlusconi e finché sarò presidente della Camera non ci sarà nessuna riforma che vi dispiaccia. Finito Berlusconi faremo le riforme che vi piacciono'”. A riferirgli ciò, ha detto il premier, sarebbe stato proprio un giudice.

Sono accuse pesanti, che il presidente della Camera Gianfranco Fini si è apprestato a smentire. “Sfido Berlusconi a dimostrare quel che dice: dica il nome del magistrato che glielo avrebbe detto, e fornisca le prove a sostegno delle sue parole: se non risponderà, cosa di cui sono certo, gli italiani avranno la prova che non sa cosa significhi la parola vergogna”. Le parole del premier, secondo Fini, rientrano nella sua “escalation di quotidiane menzogne”.

La replica alle accuse del premier è arrivata anche dalla magistratura. Il segretario dell’Anm Giuseppe Cascini ha definito le parole di Berlusconi “bugie” che rientrano in una “strategia di avvitamento del sistema”, e anche lui ha sfidato il presidente del Consiglio a dimostrare quanto ha detto con nomi e documenti alla mano. Cascini ha quindi stigmatizzato il comportamento di Berlusconi: “La delegittimazione costante dei poteri dello Stato – ha spiegato il magistrato – è una rottura istituzionale, il problema vero è la rottura del tessuto istituzionale”.

Che il presidente del Consiglio continui a cercare lo scontro istituzionale è apparso evidente quando ha affermato che “la riforma della giustizia si farà anche senza di me perché abbiamo e avremo la maggioranza del paese”. Il premier ha quindi definito “inesistenti” le accuse che gli rivolgono i pm di Milano: “L’ho giurato sui miei cinque figli e sui mie nipoti amatissimi – ripete come un mantra – Non c’è un fatto di quelli di cui la cellula rossa dei pm di Milano mi accusa che sia vicino alla realtà”.

Poi, davanti alla platea degli elettori milanesi, Berlusconi è tornato ad attaccare anche la Corte Costituzionale che avrebbe bocciato sia la legge sul legittimo impedimento, sia il lodo Schifani e il lodo Alfano con l’obiettivo di dare il premier “in pasto ai pm di sinistra”. Ed è per questo che, secondo il presidente del Consiglio, “abolire l’immunità parlamentare è stato un errore gravissimo”.

Questa mattina, intanto, i vertici dell’Anm sono stati ricevuti dal presidente Fini dopo che, nei giorni scorsi, avevano già espresso la loro preoccupazione per la “fibrillazione istituzionale” al presidente della Repubblica e a quello del Senato. Durante l’incontro il presidente della Camera ha ricordato che “il rispetto reciproco tra le istituzioni è la premessa indispensabile per la salvaguardia dello stato di diritto e per la leale collaborazione tra i poteri dello Stato”.