Biotestamento, rinviato l’esame del ddl. Berlusconi scrive ai suoi deputati

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Roma – I lavori parlamentari alla Camera sul testamento biologico non hanno fatto in tempo a prendere il via, che l’esame del testo è stato immediatamente sospeso. Il presidente della commissione Bilancio Giancarlo Giorgetti ha chiesto una sospensione per consentire alla commissione di esaminare alcuni emendamenti. Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha deciso quindi di interrompere le votazioni e aggiornarle a domattina, ma con l’esame del Documento di economia e finanza, che va approvato entro il 30 maggio. Solo dopo la sua approvazione, la Camera tornerà ad occuparsi del testamento biologico.

Ma proprio all’inizio dei lavori parlamentari i deputati avevano approvato la richiesta di inversione dell’ordine del giorno presentata dal leader Udc Pier Ferdinando Casini, il quale aveva chiesto di iniziare immediatamente l’esame del ddl sul testamento biologico “senza ulteriori rinvii”.

Secondo Maurizio Turco, del Pd, si è trattato soltanto di una “trovata elettorale”. “Siamo stati chiamati per esprimerci su un testo che pareva urgente – ha spiegato il deputato democratico – e dopo un’ora e mezza scopriamo che era tutto uno scherzo”.

Nell’ora di discussione dedicata al ddl già licenziato dal Senato, la Camera ha subito respinto, con 307 no e 225 sì, le pregiudiziali di costituzionalità presentate dall’Idv e dai deputati Radicali. Nel corso dei lavori, la Camera ha anche respinto con 306 no e 248 sì la questione sospensiva al ddl presentata dal Pd.

Intanto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha inviato a tutti i deputati del Pdl una lettera in cui li richiama ad un forte impegno nella discussione del ddl. “La gran parte di noi – ha scritto il premier – ritiene che sul ‘fine vita’, questione sensibile e legata alla sfera più intima e privata, non si dovrebbe legiferare, e anch’io la penserei così, se non ci fossero tribunali che, adducendo presunti vuoti normativi, pretendono in realtà di scavalcare il Parlamento e usurparne le funzioni”.

Fuori dal parlamento l’associazione “Luca Coscioni” ha indetto un sit-in di protesta. Mina Welby, vedova di Piergiorgio, ha criticato il provvedimento: “Nulla in questa legge è giuridicalmente accettabile”, ha detto la Welby, perché non rispetta gli articoli della costituzione sulle libertà individuali della persona. “ È il medico insieme alle persona assistita a dover sceglie quali terapie seguire, senza la minaccia del codice penale”.