Elezioni amministrative, nelle quattro grandi città prevale il centrosinistra. Verdini: “Sostanziale parità”. Bersani: “Il governo non arriva al 2013”. La Lega tace

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Roma – Nonostante il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non abbia incontrato i giornalisti dopo i risultati elettorali, i suoi timori sono trapelati grazie ad alcune fonti parlamentari della maggioranza. Dopo il successo di Pisapia a Milano, il premier non avrebbe risparmiato giudizi negativi sulla Lega e avrebbe confidato i suoi timori sul vantaggio del candidato del centrosinistra. Ma nonostante abbia preso molte meno preferenze della volta scorsa, Berlusconi avrebbe sostenuto che senza il suo nome in lista le cose potevano andare anche peggio. Durante il vertice del Pdl a palazzo Grazioli, il premier avrebbe detto che per cercare di vincere a Milano bisogna far capire agli elettori che dietro Pisapia si nascondono la sinistra estrema e i centri sociali.

Berlusconi avrebbe anche escluso che il voto di Milano possa avere conseguenze per la tenuta della maggioranza. Il capo del governo avrebbe ammesso che certe scelte della campagna elettorale hanno creato problemi con la Lega ma si sarebbe detto sicuro di poter contare sulla lealtà di Bossi.

Intanto il coordinatore del Pdl Denis Verdini ha dichiarato che “fatto salva la sorpresa di Milano, c’è sostanziale parità tra centrodestra e centrosinistra nella conquista delle grandi città”, mentre il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha affermato che “a Milano la Moratti può benissimo ancora vincere, è ancora in gioco”.

I vertici della Lega si sono riuniti a via Bellerio per analizzare il risultato elettorale e fare il punto della situazione. All’uscita dalla sede del Carroccio nessuno dei partecipanti ha rilasciato dichiarazioni, segno di un clima piuttosto teso. Secondo indiscrezioni, Umberto Bossi si sarebbe sentito più volte al telefono con il premier.

Dal canto suo, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani accoglie i risultati della prima tornata con il sorriso. “Ieri non sorridevo per rispetto al loro dolore. Oggi vedo che hanno detto che è un pareggio, allora rido di gusto”, ha dichiarato il leader democratico riferendosi alla lettura del voto data dal Pdl. Contrariamente a quanto avrebbe detto Berlusconi ai suoi, per Bersani la maggioranza non arriverà a fine legislatura.

Secondo il segretario dei democratici, il centrodestra ha preso “una scoppola micidiale”, e anche la Lega appare “nettamente in difficoltà in tutto il nord”. Il messaggio che arriva dalle urne è un “segnale inequivocabile di cambiamento”. Il Pd, ha spiegato il suo segretario, esce “nettamente in buona salute” da queste votazioni. Dei quattro grandi comuni, gli unici due dove si è registrata una vittoria al primo turno sono quelli dove hanno vinto i candidati del Pd Piero Fassino e Virginio Merola.

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