Manovra economica, il testo al Quirinale: aumento dell’età pensionabile per le donne, tagli ai costi della politica e agli incentivi per l’energia

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Roma – Il testo della manovra economica del governo, contenente “disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”, è stato trasmesso al Quirinale.

Tra le principali novità della manovra 2011-2014, che si compone di 39 articoli e due allegati, c’è la stretta sulle pensioni. Non saranno rivalutate le pensioni che superano 5 volte il minimo Inps. La rivalutazione sarà al 45% se gli assegni superano il trattamento minimo di 3 volte. Inoltre il decreto prevede un innalzamento graduale dell’età pensionistica delle donne del settore privato. A partire dal 2020, anno in cui l’aumento sarà di un mese, l’età minima per andare in pensione arriverà a 65 anni nel 2032.

Proroga di un anno del blocco del turn over nel pubblico impiego, ad eccezione dei corpi di polizia e dei vigili del fuoco. Congelati gli aumenti di stipendio fino al 2014.

Introdotti il superbollo per le auto di lusso, da 10 euro per ogni kw di potenza oltre i 225, e l’aumento dell’Irap per banche e assicurazioni.

Tagli alle spese della politica. Dalla prossima legislatura i finanziamenti ai partiti subiranno una riduzione di un ulteriore 10%, cumulando così una riduzione complessiva del 30%. Dal 2012 si ritorna all’election day, dal quale rimarranno però esclusi i referendum. Gli stipendi dei parlamentari saranno livellati agli standard europei. Le auto blu non potranno superare i 1600 cc di cilindrata, e i voli di stato saranno riservati solo alle cinque massime cariche.

Nel decreto è previsto anche il taglio degli incentivi per le energie rinnovabili. “Allo scopo di ridurre il costo finale dell’energia per i consumatori e le imprese – dice l’articolo 35 – a decorrere dal primo gennaio 2012 tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni, comunque gravanti sulle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e gas naturale, previste da norme di legge o da regolamenti sono ridotti del 30 per cento rispetto a quelli applicabili alla data del 31 dicembre 2010”.

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