Ritirata la norma salva-Fininvest, Berlusconi: “Ma era giusta e doverosa”

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Roma – Alla fine la norma salva-Fininvest introdotta a sorpresa nella manovra economica sarà cancellata. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è dovuto arrendere di fronte alle pressioni provenienti da più parti. “Per sgombrare il campo da ogni polemica – ha detto il premier – ho dato disposizione che questa norma giusta e doverosa sia ritirata”. Anzi, riguardo il lodo Mondadori il premier si dice “certo che la Corte d’Appello di Milano non potrà che annullare una sentenza di primo grado assolutamente infondata e profondamente ingiusta”. A questo punto resta da capire chi e perché aveva voluto una norma che sospendeva l’esecutività delle sentenze di secondo grado per i risarcimenti superiori ai 20 milioni di euro.

Il deputato del Pdl e legale del premier, Niccolò Ghedini, ha detto che non ne era al corrente. “Non ne so nulla, non l’ho scritta io – ha dichiarato Ghedini – Non mi occupo di civile, ma di penale”.

Di sicuro la norma aveva incontrato più di una resistenza, anche all’interno della stessa maggioranza. La Lega ha fatto trapelare la sua irritazione per un provvedimento che riguarda così da vicino il processo Cir-Fininvest. I vertici del Carroccio avrebbero appreso solo ieri in serata della norma introdotta. Secondo il viceministro Roberto Castelli nel testo della manovra economica che lui aveva visionato il provvedimento “non c’era”.

Il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, aveva avvisato che la norma salva-Fininvest poteva “stravolgere il sistema”. Il provvedimento, ha spiegato Vietti, rischiava di “violare il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge” in quanto avrebbe creato “disparità tra chi è in grado di pagare la cauzione e chi non lo è”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. “È una cosa vergognosa, che fa scandalo. Voglio credere che questa norma venga ritirata” ha detto il leader democratico. Poi, saputo del dietrofront, ha commentato: “Ci ha provato. Ma noi apriamo bene gli occhi. Sappiamo con chi abbiamo a che fare. Su tutti i carri che caricano di problemi gli italiani ci deve sempre essere qualcosa solo per lui, ma quando viene smascherato fa marcia indietro”. Bersani ha anche chiesto che il decreto venga trasformato in ddl, impegnandosi in cambio a garantire tempi certi per il voto finale.

Il leader dell’Idv Antonio Di Pietro considera “gravissimo che al governo vi siano delle persone che arrivano fino al punto di cambiare materialmente un documento indirizzato al presidente della Repubblica. È un attentato alla democrazia e allo Stato di diritto”.

Anche il presidente della Camera Gianfranco Fini è intervenuto sulla questione. Pur ricordando che “non sussiste alcun margine di intervento da parte della presidenza”, Fini ha sottolineato la “totale inopportunità di inserire la norma” salva-Fininvest nella manovra.

Interpellato dai giornalisti, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non ha rilasciato dichiarazioni. “Non dico nulla”, ha risposto il capo dello Stato a chi gli chiedeva un commento sul testo trasmesso ieri dal governo al Quirinale. “Sulla manovra, quando sarà il momento, conoscerete le nostre determinazioni”, ha concluso Napolitano.

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