Assemblea Pd, Renzi: “Nessuna resa di conti ed al voto con il Mattarellum”

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Italian Premier designate Matteo Renzi meets reporters at the Quirinale presidential palace, Rome, Friday, Feb. 21, 2014. Democratic Party leader Matteo Renzi has formed Italy's new government, saying the broad coalition aims to give the economically-strapped country "hope. When he and his Cabinet are sworn in on Saturday, Renzi, who had been serving as Florence mayor, will be Italy's youngest premier. Renzi said Friday he aims with his leadership to give a "strong message" to the international community that Italy will be achieving sorely needed electoral and economic reforms quickly. (AP Photo/Riccardo De Luca)

“Serve un’analisi dura e spietata” della sconfitta al referendum. “Abbiamo straperso”. Così il segretario del Pd, Mattep Renzi, all’Assemblea del partito a Roma che lo ha accolto con un lungo applauso L’ex premier ricorda le riforme approvate nel suo governo e rispondendo indirettamente a D’Alema dice: “Queste riforme non puzzano, resteranno e segnano la grandezza del Pd”. Poi avverte: “Eravamo a un passo della Terza Repubblica e invece rischiamo di tornare alla Prima”.Fermare la corruzione a Roma?Si scelgano “meglio i collaboratori”

Renzi inoltre ha sottolineato di non aver paura del voto: altri “ne hanno una paura matta”. E lancia una proposta sulla legge elettorale: “Andiamo a vedere le carte” sul Mattarellum. Niente “melina”. E nessun Congresso anticipato:”Rispetteremo le scadenze statutarie”, “non ci saranno rese dei conti”. Poi si è rivolto alla minoranza dem: “Pensare che persone del mio partito festeggiavano le mie dimissioni ha ferito il senso di comunità” del Pd. A Sala, che si è autosospeso, chiede di tornare a fare il sindaco di Milano.

Momento di tensione quando Giachetti insulta il collega Speranza.
“Sono allibito quando il novello Davide Roberto Speranza dice che il Mattarellum è una sua proposta.Ha la faccia come il c..o.Quando aveva la possibilità di votarlo alla Camera era capogruppo e ha detto no”. Alle parole di Giachetti Renzi si è messo le mani nei capelli. Una parte della platea ha applaudito, ma un’altra parte ha protestato e urlato. Molte le critiche. Orfini ha redarguito Giachetti:”Tu non permetteresti quando dirigi l’assemblea della Camera queste espressioni”. E lui:”Ok, allora dico faccia di bronzo”.

Poi la mozione di Renzi è stata messa in votazione: 481 favorevoli, 2 contrari e 10 astenuti.