Riflessioni sulla Nuova Italia

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Roma – L’Italia giallo-verde è stata stigmatizzata da molta stampa come un pasticciato esperimento, ma in realtà nulla è più chiaro e trasparente di questo plebiscito popolare volto a liberarsi dalle catene di quella oligarchia pseudodemocratica foraggiata da chi, sotto la maschera di una finta beneficenza e di una fasulla lotta a regimi dittatoriali per scopi meramente lucrativi a servizio di varie lobbies, ha ridisegnato la geopolitica in particolare dell’Africa settentrionale e del Medio-Oriente senza riguardo a piccole vite innocenti, consolidando il genocidio del popolo siriano, e incrementando il traffico di armi e la tratta di esseri umani per stravolgere le identità nazionali e consolidare lo sfruttamento strisciante dell’uomo, ridotto a merce nell’ottica globalista di arricchimento di pochi.

Nonostante la costante azione di annichilimento dei cervelli, l’Italia si è svegliata dal torpore mediatico e ha ritrovato, come diceva Dickens, nella povertà galoppante l’unità nei valori patri e sociali, richiedendo a gran voce il ripristino delle conquiste sociali abolite negli anni e per questo ha mandato a casa chi dal Popolo è anni luce lontano, ma sul Popolo ha campato per anni. Il voto giallo-verde altro non è che la riedizione di Sansepolcro del 1919, un movimento che riunì ebrei, massoni, industriali, borghesi, nazionalisti, socialisti e che faticosamente si è cercato di riscoprire in questi anni, come sa chi studia la storia.

Ma la storia, come la geografia, come la lingua in Italia da tempo è stata riscritta, parafrasando Orwell cancellando il passato, e sostituendo nuovi archetipi creati in “laboratorio” in modo da annichilire i cervelli per meglio controllarli, seguendo le logiche globaliste, come la “buona scuola” renziana avrebbe voluto dimostrare. Quindi, nulla di nuovo, ma la dimostrazione che dal passato si impara e si evolve.

E’ la rivincita dello stato di diritto ormai ridotto da anni a fantasma in Italia, imbrigliato da una mafia culturale radicata in tutte le istituzioni, negli ordini professionali, nella politicizzazione della magistratura e dell’istruzione, delle pubbliche amministrazioni e della sanità, gestita spesso anche a vantaggio delle multinazionali, così come nella polverizzazione delle politiche agricole e ambientali, nella sudditanza prezzolata allo straniero contro i principi costituzionali.

C’è troppa povertà per le strade, ci sono bambini cui il diritto alla salute, all’educazione, all’infanzia è negato, famiglie ostaggio di assistenti sociali politicizzate che, senza essere psicologhe, fanno gli interessi di coop e case famiglie nel grande business dell’assistenza sociale in cui opera anche una certa chiesa, lo stesso business in cui si muovono i percorsi dell’immigrazione.

Da troppo tempo è stata svenduta la dignità insieme alle grandi eccellenze italiane, senza costruire nulla, ma perseguendo politiche fiscali persecutorie e criminali, favorite da una grossa incertezza del diritto, dalla retroattività delle leggi, da incredibili oneri della prova a carico del contribuente con processi farsa.

Seguendo logiche esterne si è cercato di colpire i risparmi, le case, il lavoro, la progettualità e in un Paese che non ha futuro non si progetta, non si forma famiglia e ci si lascia vivere. Le finte politiche sull’innovazione spesso si sono rivelate metodi di controllo fiscale e hanno mandato fallite aziende solide.

L’Italia è diventata feudo straniero, colonia, terra di saccheggio, e lo dimostrano anche le politiche di ordini professionali che impediscono la libera concorrenza, strangolando tramite discrezionali interpretazioni dei codici deontologici soltanto i piccoli a favore dello schiavismo delle lobbies. E si intervenuto in maniera massiccia anche sulla libertà di espressione punendo il pensiero.

Contro questo morire dell’Uomo un intero Popolo ha votato per la prima volta liberamente e le forze vincitrici sorprendentemente per la prima volta hanno mostrato un senso di responsabilità che non ci si aspettava e che non si vedeva da troppo tempo nella politica nazionale: hanno siglato un contratto di destra sociale che ha annientato i liberali berlusconiani, ha richiesto senso di responsabilità alle destre ed alle sinistre e ha decretato il trapasso dei democratici che tramite i prezzolati giornalisti continuano incessantemente a veicolare fake news e a fomentare divisioni tra M5stelle e Lega che non esistono per garantire a se’ e ai loro padroni le antiche posizioni di privilegio sulle spalle degli Italiani.

Il circo dei media ospita quotidianamente fabbricatori del falso e urlatori che non conoscono l’analisi logica, che hanno mosso i primi passi spesso nell’osservatorio democratico con accessi a fonti ad altri negate, oppure nelle organizzazioni sindacali, o in anacronistiche associazioni finanziate dallo Stato.

Non sappiamo se questo governo lo faranno durare e quanto, tuttavia, se non durerà sia Lega che Cinque stelle, ma anche ogni idea di destra sociale, sarà dispersa per sempre e con lei ogni resto di umanità. Se invece anche solo pochi punti del programma verranno realizzati allora l’Italia avrà delle prospettive e non vedremo migrare le imprese per sopravvivere, ma sarà l’Italia il motore e il paradiso per la ricostruzione operosa di questa vecchia Europa. Non vi stracciate le vesti buonisti dal pensiero unilaterale, radical chic che fanno chiacchiera, ma si guardano bene dal mangiare col pezzente, pietisti che fate fortuna con la miseria degli altri.

Già prima del 2003 era chiaro che l’espansionismo estremo avrebbe portato ad un bang per tornare ai territorialismi, che vuol dire anche ricerca di spiritualità, di se stessi, di essenza, di identità. Il garbo di Conte, mediatore tra due leaders granitici, la tenacia e l’esperienza culturale e politica di alcuni esponenti del governo, il sostegno del Popolo farà la differenza, se non si devierà dall’ascoltarlo.

L’Italia ha voluto crederci, credere a chi la gente l’ascolta e ci sta insieme, non a chi ricopre posizioni di prestigio guadagnando senza aver mai lavorato, ma senza nemmeno aver mai conosciuto il Paese in cui vive.

Nelle fasi di creazione del Governo il Popolo ha diretto, commentato, preso posizione come non si vedeva da tempo, ha partecipato e orientato i giochi, anche quando non si capiva bene come costruissero l’alleanza e gli equilibri.

L’Italia esprime un disagio generale per un globalismo sterile ed una Europa espressione di finanza e banche e clientele che inizia a scricchiolare per affermare la sovranità dei popoli.

Zorro