Ripartono i medici russi nell’indifferenza generale

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E’ passato più di un mese da quando l’equipe dei medici russi ha lasciato il nostro Paese per far ritorno in Patria. Sono andati via, senza che qualcuno avesse loro rivolto una parola di riconoscenza e saluto. Prendiamo spunto da questo articolo pubblicato da Umberto Marabese sul suo blog, per ringraziarli pubblicamente per la loro opera portata in occasione dell’epidemia.

Nel momento di maggior difficoltà per la storia recente del nostro paese ci sono stati paesi che sono stati al nostro fianco e paesi che non solo ci hanno voltato le spalle, ma ci hanno letteralmente ostacolato. Il cortocircuito del circo mediatico e politico è stato totale dopo anni a descrivere i primi come “nemici” da combattere e i secondi come “alleati” da servire fino al paradosso e al ridicolo.
Come sempre, la base popolare italiana è molto più avanti di una misera classe politica e della peggior informazione della storia repubblicana come dimostrano sondaggi! come questi….
Il popolo non è caduto nelle trappole bufalare di chi oggi fa finta che nel momento dell’emergenza totale e dell’impreparazione di un sistema sanitario collassato per i tagli imposti dagli “alleati” c’erano i “nemici”.
Ripartono oggi i medici russi dopo aver bonificato due milioni di metri quadrati di territorio. Due milioni quadrati! Ripartono dopo gli insulti subiti dal gruppo Fiat con sede fiscale in Olanda che controlla ormai in modo monopolista l’informazione italiana. E ripartono nell’indifferenza generale di una classe politica incompetente che si è ritrovata impreparata a dover giustificare anni di servilismo a presunti “alleati”.
32 sanitari russi, 28 medici e 4 infermieri, dopo un periodo di training all’Ospedale di Bergamo, hanno lavorato al Presidio della Fiera dal 6 aprile, occupandosi in particolare dei pazienti ricoverati in terapia intensiva. Oggi sono ripartiti per il loro paese. A parte le parole di circostanza del ministro Guerini al suo collega russo Sergej Shoygu per il “professionale operato degli 8 team medici” e i ringraziamenti di chi si è visto salvato letteralmente dall’implosione di un sistema fallimentare come quello lombardo come il Governatore Fontana, le parole più belle, che sbugiardano le fake news viscide di queste settimane, sono quelle di chi ha vissuto in prima persona le ore più buie e di chi ha visto con i loro occhi l’apporto dei medici russi. “Grazie al contingente russo e in particolare al personale sanitario che ci ha supportato nel nostro Presidio medico avanzato fin dal primo giorno della sua apertura, dando un contributo fondamentale nella gestione dei pazienti, in particolare quelli piu’ gravi”. Lo ha dichiarato Maria Beatrice Stasi, direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII, secondo quanto riporta l’Agenzia Nova.
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Il grazie ai medici russi viene dal basso. Ed è dal basso che si deve consolidare quella memoria storica, unica bussola perché l’Italia possa iniziare la sua ricostruzione. (umbertomarabese.blogspot.com)

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